A proposito del rosa | Diana Palmer /2

La protagonista femminile
Anche le protagoniste femminili (PF) si ripetono di romanzo in romanzo, rispondendo ad un modello ben determinato. Sotto molti aspetti sono più slavate della controparte maschile, ma penso che anche i margini di vaghezza siano funzionali a consentire la proiezione delle lettrici nel personaggio; probabilmente una caratterizzazione forte sarebbe d’intralcio.

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♀ Pur essendo minuta rispetto al PM, la PF miracolosamente ha gambe lunghe e ben tornite; inoltre il suo fisico è sodo e sinuoso, la carnagione chiara e compatta, gli occhi grandi e splendenti. Il genere di personaggio che non assoceresti all’atto del defecare, per intenderci.
♀ La PF però non valorizza questo suo fisico mozzafiato: predilige invece un abbigliamento pratico e modesto, se non addirittura trascurato. Il motivo di questa indifferenza risiede in una certa estraneità al compiacimento fisico (che sia estetico, alimentare o sessuale).
♀ A questo difetto di fisicità corrisponde un elevato sviluppo morale. La PF ha un carattere gentile e accudente (non si contano i cuccioli randagi adottati), è comprensiva, di norma ritrosa ma combattiva se la causa è giusta. Una crocerossina petulante (il termine gergale è “holier-than-thou“: più santa di te). La sua limitata conoscenza del mondo la porta a fare errori di valutazione, ma le intenzioni sono sempre buone.
♀ Generalmente, la PF ha un livello di istruzione più basso di quello del PM. Se non si ferma al diploma o a dei corsi al community college della zona, gli anni di università sono stati caratterizzati da fatica indefessa. Chissà perché i PM si laureano in scioltezza, mentre le PF devono fare le notti in bianco e sudare freddo prima di ciascuna sessione d’esame.
♀ Un tratto comune delle PF è il minor dinamismo professionale rispetto alla loro controparte maschile. Le loro aspirazioni lavorative sono modeste, del resto in linea con gli studi svolti (contabile, domestica, segretaria). Quelle fra loro che invece hanno studiato, svolgono professioni di cura (infermiera, medico, insegnante) e sono ancorate alla comunità di appartenenza – diversamente dai PM, a loro agio tanto fra cavalli e vitelli quanto fra gli avvocati di Manhattan.
♀ Non di rado la PF ha un retroterra familiare drammatico (genitori e/o fratelli morti in circostanze drammatiche, abbandono, abuso di alcol e droghe).
♀ Il sogno della PF è uno di tranquilla normalità: il grande amore, una bella famiglia non disfunzionale, una casetta con giardino, vita di comunità.

La PF di Diana Palmer è una elegia dell’eccellenza nella medietà: una ragazza della porta accanto, attraente ma non di una bellezza appariscente, le cui aspirazioni si limitano ad una migliore integrazione nella comunità di cui fa parte.

[continua]

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