Mary e il Fiore della Strega

Mary e il fiore della strega-1Erano tanti anni che non trascorrevo l’estate a Milano. Quando ero piccola, Milano in estate era una distesa di palazzi vuoti, di strade deserte, e di serrande calate con il cartello delle ferie scritto a pennarellone nero; i panettieri aperti erano più rari delle farmacie di turno, ed era impossibile muoversi con un mezzo diverso dalla bicicletta perché i mezzi pubblici erano come i fantasmi: tutti ne parlavano, ma nessuno ne vedeva mai uno in giro. Adesso invece Milano in estate, temperature e afa permettendo, è diventata estremamente godibile. Parchi, musei, cinema e gelaterie sono aperti: cosa si può chiedere di più? Così, quando nelle scorse settimane sono usciti al cinema due film di animazione, non me li sono lasciata scappare.

Mary è arrivata da poco dalla prozia in campagna; vorrebbe sentirsi accettata e apprezzata in casa e nel paesino, ma fatica a trovare il proprio posto. Mary è tantopiù mortificata dal confronto con Peter, suo coetaneo che conosce tutti e fa commissioni per mezzo paese.

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Un giorno il gatto nero Tib la attira nel bosco fino ad un bellissimo fiore azzurro, e ad una piccola scopa avviluppata nel verde. Con le mani impiastricciate del succo di quel fiore, Mary libera la scopa dagli arbusti; questa però improvvisamente si anima e prende il volo, trasportando gatto e bambina ad una scuola di magia nascosta fra le nuvole. Mary si lascia accompagnare a fare un giro della scuola, nonostante le rimostranze di Tib, e dà prova di grande talento nelle arti magiche.

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In realtà le abilità di Mary derivano dal fiore mostratole da Tib, chiamato Fiore della Strega; ben presto anche la direttrice della scuola se ne accorge, e rapisce Peter per costringere Mary a cederle il Fiore. La direttrice ed un professore della scuola infatti desiderano sfruttare il potere del Fiore della Strega per un rischioso esperimento di Metamorfosi. Toccherà a Mary sfidare i due maghi per salvare Peter e gli animali vittime degli esperimenti magici del duo.

🥀 Mary e il Fiore della Strega è un libero adattamento del romanzo La piccola scopa di Mary Stewart, di cui conserva la compattezza narrativa; in altre parole, racconta una storia coerente in cui ogni momento conduce al successivo, ed una volta che Mary entra in contatto con la magia, il ritmo decolla e procede incanzante fino alla fine.
🥀 Rispetto al romanzo, Yonebayashi dedica uno studio più approfondito al personaggio di Mary. Infatti la molla delle azioni di Mary non è semplicemente la noia né un senso di abbandono, quanto invece il desiderio di riconoscimento, di essere apprezzata e stimata. I suoi tentativi con le faccende domestiche e con il giardinaggio sono altrettanti buchi nell’acqua, perciò non stupisce né la sua antipatia per Peter, che sembra avere successo proprio laddove lei non fa che collezionare fallimenti, né che si senta attratta dal mondo della magia, dove tutti sembrano apprezzare il suo talento e dove quelli che ha sempre considerato dei difetti (ad esempio i capelli rosso fuoco) sono ritenuti delle doti. Abbagliata dalla fantasia di diventare una strega, non si accorge che Tib l’ha condotta nella scuola per un motivo preciso, non vede il lato oscuro della magia che vi viene praticata, e mette persino in pericolo la vita di Peter. La realizzazione di ciò che era stata troppo cieca per vedere la porta ad uscire dalla dimensione egoistica del suo desiderio, ed a prendersi realmente cura degli altri.

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Mary e il fiore della strega – La casa dei miei sogni ^^

🥀 Sarebbe sufficiente l’estetica del film per rendersi conto che lo Studio Ponoc, che lo ha realizzato, è nato da una costola dello Studio Ghibli. Il disegno tondeggiante dei personaggi e gli sfondi pieni e dettagliati infatti restituiscono quell’atmosfera al contempo domestica e suggestiva che è il marchio di riconoscimento dei film dello Studio Ghibli. L’animazione è fluida, la CGI è una presenza molto discreta, che si fonde con il disegno manuale. (Personalmente, preferisco sempre il disegno manuale e l’animazione bidimensionale).
🥀 Mary e il Fiore della Strega mette in scena un fantastico con venature inquietanti entro un’atmosfera nel complesso accogliente e confortevole. È un piacere per gli occhi, e si guarda con piacere. Il suo limite principale, imho, è la rinuncia a avere un respiro più ampio. Probabilmente sono troppo abituata ai film dello Studio Ghibli, ed a quelli di Miyazaki Hayao in particolare, ma ho sentito la mancanza delle pause contemplative che spesso fungono da contrappunto delle scene di azione. Mi è mancata anche l’aspirazione a integrare nella storia qualche elemento di riflessione, il riferimento a qualche probema di portata più ampia. Ciò non toglie che sia un film carinissimo, adatto a tutte le età.

Valutazione complessiva: aaa_arancia(shimizumari)aaa_arancia(shimizumari)aaa_arancia(shimizumari)

Titolo: Mary e il Fiore della Strega
Regista: YONEBAYASHI Hiromasa (米林宏昌)
Paese: Giappone   Anno: 2018 (2017)   103′
Titolo originale: Meari to majo no hana (メアリと魔女の花)

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