La vespa che fece il lavaggio del cervello al bruco

Vespa che fece il lavaggio del cervello al brucoNon deve stupire che chiuda questo mese dedicato all’orrore con un libro di divulgazione scientifica – nemmeno un libro ironico e scanzonato quanto La vespa che fece il lavaggio del cervello al bruco.
Matt Simon è un giornalista scientifico americano e da anni tiene una rubrica fissa su Wired in cui, con il piglio divertito e complice dello scienziato innamorato della propria materia, parla della creature assurde che si trovano in natura. Anche leggendo il libro ce lo si figura così, che si stappa una birra a fine giornata e, una luce eccitata negli occhi, inizia a raccontarti la sua ultima scoperta esordendo con “Non ci crederai mai, ma…”.

E ti racconta una cosa pazzesca, che ha dell’incredibile. In un primo momento si è contagiati dalla meraviglia, ma ripensandoci, il meraviglioso si vena di inquietudine: perché quello che sta raccontando è un mondo in cui la vita è una perpetua lotta che non ha nulla di romantico, e la volontà nient’altro che un equilibrio chimico dell’organismo.

La vespa che fece il lavaggio del cervello al bruco raccoglie alcuni degli animali insoliti collezionati da Simon nella sua rubrica, selezionati in base alla loro bizzarria, descrivendone caratteristiche e comportamenti. L’obiettivo di Simon è illustrare come le loro stranezze non siano in realtà altro che adattamenti evolutivi al loro ambiente con il solo scopo di soddisfare dei bisogni primari: nutrirsi, difendersi, riprodursi, trovare un posto in cui vivere.

[Avvertenza: di seguito e fra i link in basso sono presenti dei filmati tratti da documentari alcuni dei quali potrebbero risultare disturbanti.]

Verme piatto (Platelminti della classe Turbellaria)
Prendiamo i vermi piatti, piccoli invertebrati d’acqua ermafroditi, in cui cioè ciascun individuo è dotato sia di ovociti che di sperma: ciascuno di loro può riprodursi come padre, madre, o entrambe le cose. Ora, siccome la gestazione richiede un notevole dispendio di energie, ciascun verme preferisce ricoprire il ruolo di inseminatore piuttosto che di inseminato, e così il corteggiamento si risolve in un duello in cui ciascuno dei due cerca di inseminare l’altro brandendo i propri due peni. Una forma brutale di selezione sessuale.

Isopode mangialingua (Cymothoa exigua)
Parlando di lotta per la sopravvivenza, l’isopode mangialingua – un piccolo crostaceo d’acqua dolce – ha trovato una nicchia ecologica all’interno della bocca di alcune specie di pesci. L’esemplare giovane entra nella cavità orale del pesce passando attraverso le branchie e vi si installa, ancorandosi alla sua lingua e nutrendosene. Senza lingua, il pesce non potrebbe sopravvivere, perciò l’isopode, che nel frattempo è cresciuto, ne prende il posto funzionando come una protesi. Come se non fosse già abbastanza strano, il nostro crostaceo, che per riprodursi deve aspettare che un altro esemplare della sua specie venga a parassitare lo stesso pesce, è in grado di cambiare sesso in modo da potersi accoppiare con il primo che passa.

Rana pescatrice (pesci del genus Melanocetus)
Quando trovare un partner è realmente difficile, una strategia alternativa al repentino cambiamento di sesso è quella di stringere una partnership duratura: il maschio di rana pescatrice, molto più piccolo della sua partner, si aggancia coi denti al corpo della femmina e vi si fonde col muso, diventandone di fatto un parassita. La femmina può avere più partner simbionti, a cui fornisce nutrimento in cambio del rilascio di sperma.

Fungo Cordyceps (Ophiocordyceps unilateralis)
Parlando di parassiti, il fungo Cordyceps fa molto di peggio ai propri ospiti. Quando una spora del fungo Cordyceps penetra nel cervello di una formica e lo infesta, prende il controllo della sua facoltà motoria ed induce la formica ad arrampicarsi in una posizione sopraelevata in modo che, maturando, le proprie propaggini possano irrorare di spore il maggior numero di formiche possibile, ripetendo il ciclo.

Vespa endoparassita (vespe del genus Glyptapanteles)
Ma il fungo Cordyceps non è l’unico caso di parassita che prende il controllo del proprio ospite. E qui veniamo alla vespa che fa il lavaggio del cervello al bruco. Quando non vivono in colonie, le vespe sono fra gli animali che sfruttano maggiormente gli altri insetti per crescere le proprie larve. Solitamente depositano un uovo all’interno di una larva vivente o su un altro insetto paralizzato, in modo che, schiudendosi, la neonata larva di vespa abbia a disposizione come nutrimento le interiora dell’altro insetto (ancora vivo). Un comportamento talmente violento che contribuì alla riapertura del problema della teodicea nelle coscienze dei naturalisti ottocenteschi che l’avevano osservato; scriveva Darwin ad un suo corrispondente:

«Non posso credere che un Dio benefico e onnipotente avrebbe creato intenzionalmente gli icneumonidi con la precisa intenzione che si nutrissero del corpo vivente dei bruchi.» (p. 45)

La nostra vespa però riesce a fare anche di peggio. Non si limita a inoculare nel corpo del bruco larve che ne consumeranno il nutrimento e ne divoreranno le interiora senza danneggiarne gli apparati vitali, prolungando la vita del bruco in modo da avere a disposizione carne sempre fresca; la vespa o le sue larve parassitoidi secernono anche delle sostanze che modificano il comportamento del bruco a proprio vantaggio: infatti il bruco, sopravvissuto alla fuoriuscita dalle larve dal proprio corpo, benché ferito adopera il proprio filo per aiutarle a formare il loro bozzolo dopodiché monta la guardia per tenere alla larga eventuali predatori o altri parassitoidi che potrebbero approfittare della loro vulnerabilità durante la fase dell’impupamento, obbedendo ad un impulso talmente irresistibile da fargli trascurare la nutrizione, fino alla morte per inedia.

Non bastano tutto l’entusiasmo per la materia e la gioiosa complicità di chi si rivolge ad una platea affascinata per far rimanere in secondo piano due grandi questioni: la violenza originaria insita nella vita nel mondo naturale, e la labilità della facoltà di autodeterminarsi, se questa può essere sopraffatta da un fungo.
La società della nostra epoca ha integrato la relazione con il mondo naturale attraverso scelte economiche e di consumo: mangiare bio, andare in vacanza in agriturismo, fare la raccolta differenziata. L’aggettivo “naturale”, riferito ad un prodotto, è diventato un sinonimo di salubre e non adulterato. Conoscere la natura però è un’altra cosa. L’osservazione della natura suscita piuttosto meraviglia, riverenza silenziosa, e terrore. Che choc disarmante dev’essere stato per i naturalisti dell’Ottocento rendersi conto che l’uomo non si trova affatto al centro, o al vertice, del mondo naturale; molti (fra i quali lo stesso Darwin) attraversarono gravi crisi spirituali per questo motivo. Gli esseri umani sono in grado di provare empatia, ma nel mondo naturale la violenza è onnipresente, anche al di fuori della predazione, ed innocente. (Non che tenerezza ed altruismo siano del tutto assenti, ma sono ben più rari, ecco.)
Chissà quali crisi avrebbe suscitato la scoperta che nemmeno il santuario dell’autonomia individuale è al riparo nel mondo naturale: non si parla della secrezione di ormoni o veleni che attraggono o respingono altri animali, ma di parassiti in grado di prendere i comandi del cervello dell’organismo ospite: insetti e invertebrati indotti da funghi o larve parassitoidi a tenere comportamenti del tutto insoliti ed autolesionistici per l’ospite. Capire come ciò avvenga, se avvenga con animali più complessi (come uccelli e mammiferi) e perché offrirebbe un sacco di spunti anche per capire da dove venga la biochimica del nostro sistema nervoso. L’argomento è talmente succoso che Matt Simon ha pubblicato da poco un libro dedicato interamente ai parassiti zombie. Parassiti zombie! Speriamo che Cortina (o un altro editore con una bella collana scientifica) consideri di pubblicarlo.

Per il tempo della lettura de La vespa che fece il lavaggio del cervello al bruco si sospende la prospettiva della centralità umana nel mondo naturale e ci si concede il privilegio di osservare il comportamento di platelminti, seppie, scimmie arboricole, talpe, formiche, e crostacei, alle prese con i loro problemi nel loro mondo. Un mondo in cui c’è sempre qualcuno pronto a paralizzarti, decapitarti dall’interno, inghiottirti tutto intero, sciogliere le tue interiora e berle, mangiarti la lingua e installartisi in bocca, rifugiarsi nel tuo ano, infestarti il cervello. E adesso provate a dormire, se ci riuscite.
Il libro è spassoso e raccapricciante, splendidamente illustrato da Vladimir Stankovic e adatto anche a ragazzi e ragazze. Lo consiglio vivamente.

Valutazione complessiva: aaa_arancia(shimizumari)aaa_arancia(shimizumari)aaa_coni(shimizumari)

Link
Absurd Creature of the Week su Wired
Plight of the Living Dead di Matt Simon su Penguin Random House

Filmati interessanti
🐚 Rana pescatrice (pesci del genus Melanocetus)
Weird Killer of the Deep su Nat Geo WILD
🐚 Verme piatto (Platelminti della classe Turbellaria)
Flatworm Penis Fencing su Nat Geo WILD
🐚 Lumaca (mollusco gasteropode della famiglia Limacidae)
Who Knew Slugs Could Be So Romantic (da Life in the Undergrowth, BBC) su unireality
🐚 Vespa endoparassita (vespe del genus Glyptapanteles)
Body Invaders su National Geographic
Caterpillar Eaten Alive By Wasps su BBC Earth
🐚 Vespa gioiello (Ampulex compressa) dell’Asia meridionale
Beautiful wasp zombifies cockroach su Team Candiru
🐚 Vespa icneumone (vespe della famiglia Ichneumonidae)
Butterfly Eggs and Caterpillar Survival su BBC Studios
🐚 Cinipidi della quercia (insetti della famiglia Cynipidae)
Oak tree and wasp eggs su BBC Studios
🐚 Rana del Suriname (Pipa pipa)
Baby Toads Born from Mom’s Back su Nat Geo WILD
🐚 Galiotto (Carapus acus)
Pearlfish’s Gross Hiding Spot… Inside a Sea Cucumber su BBC Earth
Pearlfish hides inside a sea cucumber su BBC
🐚 Isopode mangialingua (Cymothoa exigua)
The Tongue-Eating Parasite su NOVA PBS Official
🐚 Fungo parassita del genus Cordyceps (Ophiocordyceps unilateralis)
Cordyceps: attack of the killer fungi su BBC wildlife
🐚 Seppia (molluschi dell’ordine Sepiida)
Can Cuttlefish camouflage in a living room? – Richard Hammond’s Miracles of Nature su BBC
🐚 Cono geografo (Conus geographus)
Killer Cone Snail su Nat Geo WILD

Titolo: La vespa che fece il lavaggio del cervello al bruco. Le più bizzarre soluzioni evolutive ai problemi della vita
Autore: Matt SIMON
Editore: Cortina   Anno: 2017 (Prima edizione: 2016)   272 pagg.
Titolo originale: The Wasp That Brainwashed the Caterpillar. Evolution’s Most Unbelievable Solutions to Life’s Biggest Problems
Illustrazioni: Vladimir Stankovic
Traduttore: Allegra Panini
EAN: 978-88-6030-911-2

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