Anúna /2

So che a molte delle persone che conosco la mia passione per Anúna riesce del tutto incomprensibile. Un gruppo corale che mischia Debussy alle carole medioevali, che altro è se non la posa di una snob? Beh, ecco, è un punto di vista con una sua dignità, ma significa che non mi conoscete affatto. Quando ascolto Anúna ritrovo il vento occidentale, l’oceano, l’inverno, il suolo, il verde, i ranuncoli, l’acqua che scorre tra i ciottoli, la pioggia, la brina, quel sole freddo e lattiginoso, l’aria pungente della mattina, le livree delle gazze, il greto del Barrow disseminato di tombe nel verde: ritrovo tutto questo, tutto quello che ho lasciato indietro insieme as una parte di me stessa in una terra che amo. Pose da snob? Poco ma sicuro. Ma se ti danno fastidio, perché mi frequenti ancora? Anzi, perché ti frequento ancora io?

Anúna, Cormacus scripsit
Testi del 13mo secolo arrangiati da Michael McGlynn