A proposito del rosa | Diana Palmer /4

Ambientazione
Diana Palmer è americana, e i suoi romanzi sono ambientati negli Stati Uniti, di preferenza  in Texas, Wyoming, Montana – stati con grandi pianure -, ma anche, in misura minore, in Georgia, Lousiana e Florida. Quello che hanno tutti in comune è la prevalenza di un ambiente rurale in cui il lato selvaggio della natura è domato dall’uomo. Quindi ranch e centri urbani piccoli, o che comunque sono spiccatamente locali. Ciò che manca interamente è il cosmopolitismo delle coste nordorientale e pacifica.
Quello che trovo molto interessante dei libri della Palmer è proprio la rappresentazione di questo tipo di ambiente. La sfumatura morale di cui lo tinge. Perché per le PF questa dimensione locale è rassicurante, e capace di contenere tutte le loro aspirazioni. Continua a leggere

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A proposito del rosa | Diana Palmer /3

Matrice del racconto
Come già la costruzione dei personaggi, anche la struttura della trama dei romanzi di Diana Palmer rispetta uno schema che si ripete senza tante variazioni.
① La PF entra nella vita del PM (variazione: se PF e PM si conoscono già da tempo, la trama parte direttamente dal punto 2).
② Tensione 1: Presenza di un ostacolo che impedisce la formazione di buoni rapporti fra PF e PM. Può trattarsi di un malinteso, di un blocco psicologico, o di un impedimento esterno. Sta di fatto che rende tese le interazioni fra PF e PM.
③ Tensione 2: Intensa attrazione reciproca giocata tutta sul piano fisico (UST). Ciò fa sì che dalla metà circa del romanzo in poi PF e PM finiscano a più riprese avviluppati a fare le cosacce, senza però arrivare al dunque perché mancano le condizioni per costruire una relazione stabile. Continua a leggere

A proposito del rosa | Diana Palmer /2

La protagonista femminile
Anche le protagoniste femminili (PF) si ripetono di romanzo in romanzo, rispondendo ad un modello ben determinato. Sotto molti aspetti sono più slavate della controparte maschile, ma penso che anche i margini di vaghezza siano funzionali a consentire la proiezione delle lettrici nel personaggio; probabilmente una caratterizzazione forte sarebbe d’intralcio.

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A proposito del rosa | Diana Palmer /1

Nel febbraio dell’anno scorso lessi alcuni romanzi rosa sparsi. Avevo vagamente intenzione di parlarne qui su Asaki, ma con la ripresa del semestre la pigrizia ebbe la meglio.
Questo mese ne ho letta un’altra manciata (febbraio potrebbe diventare il mese del rosa XD), ed ho messo a fuoco una caratteristica del rosa scritto in serie di cui non mi ero ben resa conto: le differenze fra autrici sono molto più significative di quelle fra i romanzi della medesima autrice. Le autrici tendono a sviluppare uno stile personale distintivo – ovvero ad usare nei romanzi una certa serie di tropi. Anzi, si potrebbe dire che le autrici di successo sono quelle che sono riuscite a trovare la formula vincente – una combinazione di tropi riconoscibile, che diviene il loro marchio di fabbrica. Continua a leggere

Una certa idea di mondo

Una certa idea di mondoHo seguito con irregolarità la sua rubrica dei libri su Repubblica, ed alla fine ho deciso di procurarmi la raccolta (per avere anche gli articoli che mi mancavano, per potermi disfare dei ritagli sparpagliati in giro senza criterio, e per poter godere del piacere supplementare -ed un po’ da morbosi- che la rilegatura conferisce ad ogni testo stampato).
Mi fa sempre piacere dialogare di libri, tantopiù con uno che se ne intende (anche se, superati i 15 anni, non ho più trovato interessante la sfrontatezza istrionica ricoperta di falpalà dei suoi); e poi in un certo senso è quello che faccio anch’io sul blog (quando ho tempo, voglia, ed accesso alla rete, cosa che in casa mia non si sa mai).
Mi suscitava una punta di invidia il sottotitolo che iniziava con “Comprato perché…”. Accidenti, io non posso comprare tanti libri. Continua a leggere

Oggi si fa la storia

Sono stati molti i travagli sino ad oggi, molti i ripensamenti, le incertezze, gli entusiasmi e le delusioni. Ma arriva un momento in cui la forza delle cose impone cambiamenti radicali e ci tocca riconoscere le svolte, anche se ciò significa affrontare nostre antiche posizioni, convincimenti, abitudini.

Eppure non si possono ignorare le correnti quando sono più forti di noi. Non possiamo ostinarci a camminare controvento, quando quel vento soffia anche dentro di noi e ci spinge in un’altra direzione.
E così, sono giunta a questo passo.
Cari Austen, Balzac, Flaubert, Tolstoj, Dickens, sorelle Brontë, Maupassant, George Eliot, Zola, Hugo, Elizabeth Gaskell, Dumas padre & figlio, John Keats, Fielding, Byron e Shelley (Mary): siete stati veramente degli interlocutori intriganti. Ma siamo nel ventunesimo secolo; devo aggiornarmi, passare almeno al ventesimo.

Ho comprato il cellulare.
Sto prendendo la patente.

Avrei dovuto capire prima io stessa il trend in cui mi sono cacciata.

Passo alla narrativa del Novecento.
(Quando si parla di svolte epocali per l’umanità).