La regola del quadro /2

La trasformazione del mercato dell’arte
L’apertura di un mercato “borghese” dell’arte, ovvero al di fuori della pittura ufficiale e del mercato aristocratico, è uno dei grandi temi del romanzo. Lee tratteggia la commercializzazione dell’arte in termini negativi. La potenza del mercato è personificata dal mercante Kim Chonyŏn, affetto dalla smania di comprare il talento altrui e metterlo al proprio servizio. Persino la gara “stesso soggetto, dipinti diversi” si ripete in contesto mercantile; ma se la commissione reale spingeva gli artisti a dare il meglio di sé e preludeva all’apprezzamento estetico da parte di un appassionato competente, le gare indette dai privati ne sono solo una versione commercializzata e svilita: la sfida fra i pittori diventa l’occasione per scommesse e investimenti da parte di arricchiti che trattano i dipinti più come vacche al mercato che come espressioni artistiche. Continua a leggere

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La regola del quadro /1

regola-del-quadroComprato lo scorso dicembre per uno sghiribizzo, pur avendo ancora lì da leggere La guardia, il poeta e l’investigatore (Sellerio), La regola del quadro è il secondo romanzo di Yi tradotto in italiano. Me ne è venuto un tale capriccio che me lo sono portata in aereo come lettura per il volo di ritorno in Corea. Il libro si fa leggere volentieri, e difatti in un paio di giorni me lo sono sbafata tutto quanto. Si tratta della biografia romanzatissima di due pittori che in Corea sono considerati autentiche glorie nazionali: Kim Hongdo e Sin Yunbok. Continua a leggere

Autunno

Autunno Delerm.jpgQuest’anno mi sono preoccupata per tempo della lettura autunnale, ma ho procrastinato parecchio il relativo post. Ho avuto un po’ di sfortuna e qualche vicissitudine, ma la colpa è soprattutto mia, ahimé.

Nel corso delle ricercuzze per la sfida delle stagioni, ho scoperto che le stagioni godono di popolarità editoriali molto diverse. I libri estivi e primaverili sono in testa alla hit parade, quelli invernali non se la cavano male, grazie alle tematiche natalizie, mentre le storie autunnali languono senza speranza in fondo alla classifica.

Chissà perché.  L’autunno, con il suo tripudio di colori soffuso di malinconia, è decisamente la mia stagione preferita. Continua a leggere