Una strega in paradiso

Una strega in paradiso_1958-locandina-214x300Quest’anno ho trascorso buona parte dell’estate a Milano, ed ho approfittato della programmazione mai scontata della Cineteca Spazio Oberdan (in particolare delle rassegne dedicate a James Stewart e John Huston) per scoprire, o riscoprire, qualche vecchio classico. Solitamente la cosa funzionava così: davo un’occhiata alla trama sul programma, con qualche perplessità entravo in sala, ed uscivo dalla proiezione deliziata.
È stato così anche per Una strega in paradiso: sono andata al cinema chiedendomi se fosse proprio necessaria l’ennesima commedia romantica con elementi soprannaturali, nonostante il cast da urlo, e sono uscita contenta di aver acchiappato al volo l’occasione più unica che rara di una proiezione.
Continua a leggere

Big Fish & Begonia

Big Fish e Begonia-1Il secondo film di animazione che sono andata a vedere questa estate è stato Big Fish & Begonia, una produzione cinese colossale. Ero rimasta intrigata dalle locandine promozionali spuntate come funghi nei conbini quando ancora abitavo a Seoul, ma l’idea di andare a vedere un film in cinese sottotitolato in coreano (o peggio ancora, doppiato in coreano) mi aveva fatta desistere. Perciò quando l’ho trovato in programmazione alla Cineteca Spazio Oberdan, non me lo sono lasciata sfuggire. Continuo a ripetermi quanto sia stata fortunata.
Continua a leggere

Mary e il Fiore della Strega

Mary e il fiore della strega-1Erano tanti anni che non trascorrevo l’estate a Milano. Quando ero piccola, Milano in estate era una distesa di palazzi vuoti, di strade deserte, e di serrande calate con il cartello delle ferie scritto a pennarellone nero; i panettieri aperti erano più rari delle farmacie di turno, ed era impossibile muoversi con un mezzo diverso dalla bicicletta perché i mezzi pubblici erano come i fantasmi: tutti ne parlavano, ma nessuno ne vedeva mai uno in giro. Adesso invece Milano in estate, temperature e afa permettendo, è diventata estremamente godibile. Parchi, musei, cinema e gelaterie sono aperti: cosa si può chiedere di più? Così, quando nelle scorse settimane sono usciti al cinema due film di animazione, non me li sono lasciata scappare.
Continua a leggere

La grande bellezza

La grande bellezza-locandinaSiccome tutti ne parlano, anzi, impazza la polemica, posso ben dire anch’io la mia. Visto che ne ho sentite dire di tutti i colori, è improbabile che possa peggiorare la qualità della discussione.
ConiglioPazzo050

Il film inizia con la festa per il sessantacinquesimo di compleanno di Jep Gambardella, il nostro protagonista: oggi lavora per una rivista in qualità di articolista d’arte; in gioventù aveva scritto un unico romanzo il cui discreto successo gli aveva aperto le porte, a ventisei anni, della mondanità romana. I soli lasciti di quel romanzo sono una sorta di profumo di raffinatezza artistica, rimastogli addosso come un dopobarba, e l’eco distante di quel successo ormai inghiottito dal tempo e dall’accidia. Continua a leggere

Ran /1

 

(Sì, lo so, non sto aggiornando il blog ultimamente. Leggo poco e scrivo ancora meno. Questa sera mi concedo di rivedere uno dei miei film preferiti.)

Centochiodi

Maresciallo: «Fa od ha fatto parte di un’organizzazione terroristica a scopo eversivo?»
Professorino: «Sì. Del corpo insegnante.»

(dedicato al Fox)

La Sconoscuta & The Black Dahlia

The Black Dahlia - locandina

Il 24 ed il 25 dicembre ho visto La sconosciuta di Giuseppe Tornatore e The Black Dahlia di Brian DePalma. Sono stati una grande sorpresa uno ed una grossa delusione l’altro.

The Black Dahlia (La Dalia Nera) è ambientato a Hollywood nel 1947; la storia è quella delle indagini sull’omicidio di una aspirante attricetta che finiscono per ossessionare due poliziotti.

Gli attori danno tutti un’ottima prova, in particolare la semisconosciuta Mia Kirshner, interprete di Betty Short (la vittima). L’ambientazione è convincente e la fotografia è a dir poco splendida.

Il film però non va da nessuna parte e viene da chiedersi perché. È proprio la struttura della narrazione ad essere bruttissima. Il filo si inceppa continuamente ed alla fine diventa solo irritante. Non si pretende perfetta linearità, però la presenza di un qualche senso nella scansione degli eventi sì. Insomma, è come un collage privo di una visione d’insieme. Spezzettato. Un film non pensato per essere visto.

Quella de La sconosciuta è tutta un’altra storia.
La sconosciuta - locandina

Irena, una misteriosa donna ucraina, cerca un impiego proprio in una certa città, ad un certo indirizzo, presso una certa famiglia.
È alla ricerca di una cosa particolare a cui ha appeso il filo della propria esistenza.

Dire di più è rovinare la visione del film, che va visto proprio nella più totale ignoranza per funzionare al meglio.

Abbiamo avuto lo stomaco attorcigliato dall’inizio alla fine prima per l’angoscia e poi, capito cosa stesse cercando Irena e che la stesse braccando, per la paura. Direi che siano i sintomi del buon funzionamento del film sullo spettaore ignaro medio.

Sono andata a vederlo con mia madre la notte della vigilia, mentre la gente si stava avviando in chiesa. A consigliarcelo è stata un’amica di famiglia, la Mariarosa, che è una teatrofila cinefila bibliofila con molto gusto, perciò ci ha incuriosite al punto tale da convincerci ad andare. Direi che dovremo ringraziarla. Il film è splendido.

La sceneggiatura è potente e tutto il resto – attori, regia, musiche, fotografia etc etc – è davvero ottimo.

Sono io stessa imbarazzata dalla mia svergognatissima sviolinata, ma mi sono convinta che sia il film della stagione; tra l’altro è ispirato ad un fatto di cronaca, il che lo rende ancora più raccapricciante.

Vorrei parlarne senza svelare niente, ma come si fa? Posso dire che secondo me è un film sulla speranza. Sull’amore. È un thriller. Ed è anche un film sull’Italia, racconta un pezzo di mondo.

Spero che qualcuno che l’abbia visto mi venga in aiuto, per parlarne senza svelare nulla. Che pretese le mie ;P