Waiting for Ferry

A tutti voi abitatori degli intorni di Milano, hinterland est:
Questo venerdì Anna Olcese, autrice del libro "Ferry Il cuore e la spada" attualmente presente sul mio scaffale, lo presenterà al pubblico inaugurando la terza edizione della rassegna Segrate Scrive.
Non sono sicura di riuscire ad esserci perché ho già un impegno, ma ci proverò.

Warp!

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Moi dix Mois – Live! /3

Non appena saliti sul palco i Moi dix Mois hanno preso a suonare a tutto spiano. È difficile inserire la loro musica in un unico genere, perché nei MdM Mana-sama riversa tutte le sue ossessioni, tutto ciò che lo incusiosice e che lo affascina; si può parlare di un punk gotico, ma non mancano le citazioni ed i riferimenti più vari, dal rock alla musica sacra.

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Schiaccianoci /2

Ho scovato questa perla e ve la offro 🙂 Si tratta del grand pas de deux finale dello Schiaccianoci, coreografia di Nureyev, ballato dal signor N e Merle Park nel ’68 (ma non so bene dove, non vorrei scrivere stupidaggini).

Il finale, come tutti i gran finali, è un tantino cafone (piatti, rulli di tamburi a go go, etc) però è così bello che glielo perdoniamo volentieri :)))

Schiaccianoci /1

Sono andata a vedere le prove dello Schiaccianoci ieri sera alla Scala. Sono arrivata con un certo anticipo ma tutti i posti migliori erano già andati, perciò mi sono sistemata insieme ad una signora in un palco laterale. Sempre meglio che in piedi, dico io.

La trama dello Schiaccianoci è tratta da un racconto di E.T.A. Hoffmann. Adoro Hoffmann. Sono profondamente convinta che fosse un genio. Sono alla perenne ricerca della sua raccolta completa di racconti, anche se è fuori stampa da un pezzo. Comunque.

È quasi natale e tutti i bambini si assiepano intorno al vecchio Drosselmeier per ricevere in dono qualche giocattolo; la piccola Clara riceve uno schiaccianoci.

Quella sera Clara si addormenta con lo schiaccianoci in braccio ed inizia ad avere degli incubi: sogna che i Topi, guidati dal loro Re, stiano invadendo la casa. Solo l’intervento dei soldatini di piombo guidati dallo Schiaccianoci riesce a metterli in fuga.

Il Principe Schiaccianoci allora conduce Clara nel Paese degli Zuccheri, un viaggio iniziatico e di crescita fino al pas de deux finale (il cui coronamento è questa presa pazzesca).

Clara si ridesta e non le resta che domandarsi, mentre Drosselmeier si allontana, se sia stato tutto un sogno o realtà.

La coreografia di questa versione del balletto è firmata da Nureyev, che oltre ad aver aggiunto con il suo incorregibile narcisismo diverse variazioni virtuosistiche per il protagonista maschile, ha fatto coincidere lo Schiaccianoci con Drosselmeier.

Quindi, se prima si poteva immaginare che il Principe altro non fosse che una fantasia di Clara, adesso pare essere Drosselmeier a tirare i fili.

I racconti di Hoffmann sono pieni zeppi di figure di manipolatori: uomini, adulti, misteriosi e bislacchi (dall’Uomo della Sabbia a Coppelius) che sembrano fatti apposta per incarnare le paure ed allo stesso tempo i desideri delle persone.

Perciò ecco un balletto delizioso, con una splendida musica e splendide coreografie, che ha un effetto terapeutico sulle povere studentesse provate dalle ramanzine, come me; ma ecco anche una storia notturna, onirica ed inquietante…

Gli interpreti, specie i due protagonisti – Sabrina Brazzo ed Alessanro Grillo – sono stati veramente bravi. Per loro sfortuna avevo già visto questa versione del balletto, ballata dal signor N in persona insieme a Margot Fonteyn; qualsiasi paragone sarebbe crudeltà pura ;P Insomma, mi sono divertita un sacco e mi sono goduta lo spettacolo, ed è quello che conta. A questo ha contribuito anche la mia attempata compagna di palco, che ogni dieci minuti mi tirava la manica per chiedermi: ma dov’è Bolle? Ma quando arriva Bolle? Ma è sicura che quello non sia Bolle? Sarei scoppiata a ridere una dozzina di volte, ma avrei disturbato le prove…