Legal High /1

Legal High-locandinaUltimamente sono troppo presa da esami, paper, assistantato e lavoro si tesi per dedicarmi alla scrittura sul blog (e, purtroppo, sono spesso troppo occupata anche per le letture di piacere). Dalla scorsa estate però ho ripreso a fare una cosa che non facevo più da un pezzo: guardare drama, ovvero telefilm prodotti in Asia Orientale.
Mi ero quasi dimenticata del motivo (non il solo, ma non un motivo secondario) per cui me ne sono innamorata e li amo tuttora: la loro splendida capacità di essere allo stesso tempo densi e leggerissimi, ti toccare argomenti complessi e di prendersi in giro senza ritegno.
Ne è un esempio meraviglioso Legal High (リーガル・ハイ), un drama giapponese a sfondo legale Continua a leggere

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Bridal mask

Bridal Mask è un drama che ha riscosso un successo mostruoso in Corea e che anche da queste parti ha fatto furore, in un crescendo febbrile di attesa dei nuovi episodi per raggiungere il culmine con la sua tragica conclusione. Commozione. Partecipazione. Anticipazione. Man mano che seguivo gli episodi, tuttavia, mi sono accorta che la mia reazione prevalente era di irritazione. Ci sono voluti tempo, rimuginamenti e lunghissime discussioni per cercare di rintracciare la scaturigine di questo mio fastidio.

Al centro del drama ci sono due amici, Kangto (Ju Wŏn) e Shunji (Pak Ki-ung), che vengono divisi dal mondo e dalla storia. Siamo negli anni Trenta, la Corea è stata annessa dal Giappone che la sfrutta come fonte di risorse e testa di ponte logistica per le operazioni militari in Cina. Tutto questo non importa poi molto a Kangto e Shunji: il primo è un coreano integrato nella polizia giapponese, e non esita ad usare modi spicci e violenti nei confronti dei suoi compatrioti pur di raggiungere gli obiettivi che si è prefissato; il secondo è un giapponese di ottimi natali che però ha voltato le spalle alla famiglia di origine per diventare insegnante elementare, molto benvoluto dai suoi alunni e dalle loro famiglie (tutti coreani). Continua a leggere

Summer scent

Non sono un tipo particolarmente romantico (o forse il mio senso del romanticismo va poco d’accordo con quello della gran parte degli sceneggiatori e registi su piazza, chi lo sa?), e generalmente trovo le storie smancerose piuttosto stomachevoli anziché no. Quindi sono rimasta sorpresa io stessa dal delicato piacere innescato dalla visione di Summer scent, che è uno dei drama più romantici che abbia avuto occasione di vedere, e forse che siano mai stati prodotti (mi riferisco alla prima decina di puntate; la seconda metà del drama invece sprofonda nel melodramma e va un po’ in aceto).

Yu Min-u ha perso la ragazza che amava alla vigilia delle nozze; per non dover affrontare ogni giorno i ricordi, il dolore ed i luoghi che abitavano insieme si rifugia in Italia, in una specie di esilio volontario. Quando, passati due anni, torna a Sŏul, si rende conto di non essere riuscito a lasciarsi tutto alle spalle, e non è convinto di restare. Continua a leggere

White Christmas

«Mi hai macchiato e mi hai fatto sentire una nullità
Mi hai trasformato in un Mostro-degli-angoli
Mi hai tolto la voce
Hai riso delle mie false speranze
Hai preso l’unica cosa che avevo e l’hai fatta passare per tua
Ho teso la mano verso di te, ma tu non l’hai afferrata
Mi hai cancellato dai tuoi occhi
Cammina lungo il sentiero vicino agli alberi di zelkova e fra otto giorni troverai un morto sotto la torre dell’orologio.»

Sette ragazzi ricevono questa lettera in una busta nera e decidono di fermarsi a scuola per le vacanze invernali, invece di tornare a casa. Continua a leggere

Soulmate /1

Tratto da Soulmate (Corea del Sud, MBC, 2006).
Passato quasi inosservato in patria e fuori, possiede l’impalpabile andamento e respiro del classico, eppure al tempo stesso è intimamente anticonvenzionale. Un giorno gli dedicherò un post lunghissimo.
La canzone, C’mon through di Lasse Lindh, si può ascoltare per intero qui.

Seigi no mikata

Seigi no mikataEro in un periodo di drama tendenti al tragico e sentivo l’esigenza di qualcosa di più leggero quando mi hanno consigliato di provare con Seigi no mikata: un consiglio azzeccatissimo, perché si tratta di una commedia lieve ma tutt’altro che stupida, briosa, con tanto ritmo, personaggi a cui è facile affezionarsi ed ottimi interpreti.

Le protagoniste sono due sorelle: la minore è una quindicenne, Yōko (Shida Mirai), una ragazza nella media in tutto e per tutto: non va granché bene a scuola, non è una bellezza, non è un asso dello sport; le piace dormire fino a tardi, divertirsi con le amiche e mangiare i piatti che le prepara la mamma. O meglio: le piacerebbe farlo, perché per un verso o per un altro non ci riesce mai: subisce la personalità decisamente dispotica della sorella maggiore, Makiko Continua a leggere

Tae wang sa shin gi /2

[prima parte]

Nel corso di queste campagne militari Damdŏk viene riconosciuto legittimo re anche dai Guardiani del Sigillo del Drago Blu e della Tigre Bianca, benché quest’ultimo fosse stato trovato da Hogae versando fiumi di sangue. Incurante dei segni del Cielo, Hogae desidera a ogni costo consumare la propria vendetta e quando perde esercito e titolo, esiliato da Koguryŏ, si allea più strettamente con gli Hwachŏn, guidando la loro armata conto Damdŏk.
Nel frattempo però sta per consumarsi nuovamente l’antica tragedia: Kiha, reincarnazione non della Fenice bensì della Fenice Nera, perde la ragione e con essa ogni controllo sul potere del Fuoco. Continua a leggere