Fidanzati dell’inverno

Fidanzati dell'invernoEro in libreria per una commissione, qualche mese fa, quando Fidanzati dell’inverno, con la sua magnifica copertina illustrata azzurra, ha attirato la mia attenzione. Me ne sono incapricciata ancora prima di scoprire che si stava trasformando in un piccolo caso letterario: uno young adult francese con l’ambizione di iniettare nuova linfa creativa e dignità letteraria in un genere che stava correndo il rischio di appiattirsi sul successo commerciale di alcune serie di romanzi, ormai diventati formule.
Quando finalmente l’ho avuto fra le mani, però, sono rimasta piuttosto delusa: dalla trama incerta ai personaggi indefiniti, Fidanzati dell’inverno non riesce a mantenere le sue molte promesse.
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Una strega in paradiso

Una strega in paradiso_1958-locandina-214x300Quest’anno ho trascorso buona parte dell’estate a Milano, ed ho approfittato della programmazione mai scontata della Cineteca Spazio Oberdan (in particolare delle rassegne dedicate a James Stewart e John Huston) per scoprire, o riscoprire, qualche vecchio classico. Solitamente la cosa funzionava così: davo un’occhiata alla trama sul programma, con qualche perplessità entravo in sala, ed uscivo dalla proiezione deliziata.
È stato così anche per Una strega in paradiso: sono andata al cinema chiedendomi se fosse proprio necessaria l’ennesima commedia romantica con elementi soprannaturali, nonostante il cast da urlo, e sono uscita contenta di aver acchiappato al volo l’occasione più unica che rara di una proiezione.
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Gli elisir del diavolo

Elisir del diavoloQuando Hoffmann pubblicò Gli elisir del diavolo, monaci rinnegati scorrazzavano già nella letteratura gotica europea, turbando le lettrici con i loro desideri illeciti e l’oscuro commercio con il soprannaturale. Erano personaggi oscuri e misteriosi, certo, ma integri. Medardus, il protagonista de Gli elisir, invece perde un pezzo di se stesso ad ogni azione diabolica che compie, e finisce con lo smarrirsi nel labirinto della sua mente.
Per questo l’ho trovato più inquietante di qualsiasi gotico che mi sia capitato in mano: perché non c’è bisogno dell’intervento del soprannaturale per subire una dissociazione, perdere la presa sull’identità della propria mente. Continua a leggere

Big Fish & Begonia

Big Fish e Begonia-1Il secondo film di animazione che sono andata a vedere questa estate è stato Big Fish & Begonia, una produzione cinese colossale. Ero rimasta intrigata dalle locandine promozionali spuntate come funghi nei conbini quando ancora abitavo a Seoul, ma l’idea di andare a vedere un film in cinese sottotitolato in coreano (o peggio ancora, doppiato in coreano) mi aveva fatta desistere. Perciò quando l’ho trovato in programmazione alla Cineteca Spazio Oberdan, non me lo sono lasciata sfuggire. Continuo a ripetermi quanto sia stata fortunata.
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Mary e il Fiore della Strega

Mary e il fiore della strega-1Erano tanti anni che non trascorrevo l’estate a Milano. Quando ero piccola, Milano in estate era una distesa di palazzi vuoti, di strade deserte, e di serrande calate con il cartello delle ferie scritto a pennarellone nero; i panettieri aperti erano più rari delle farmacie di turno, ed era impossibile muoversi con un mezzo diverso dalla bicicletta perché i mezzi pubblici erano come i fantasmi: tutti ne parlavano, ma nessuno ne vedeva mai uno in giro. Adesso invece Milano in estate, temperature e afa permettendo, è diventata estremamente godibile. Parchi, musei, cinema e gelaterie sono aperti: cosa si può chiedere di più? Così, quando nelle scorse settimane sono usciti al cinema due film di animazione, non me li sono lasciata scappare.
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Incanto poetico e crisi del cosmo. Le stelle gemelle di Miyazawa Kenji

Stelle gemelle300x450Il mese scorso sono andata a Book Pride, la fiera degli editori indipendenti, e non ho saputo resistere a due novità in uscita: una delle due è Le stelle gemelle, una raccolta di racconti per l’infanzia (e non solo) di Miyazawa Kenji.
Miyazawa non ha ancora avuto molta fortuna in Italia, ma la sua opera ha ispirato molti autori di serie e cinema di animazione in Giappone. Nell’opinione corrente è associato alla creazione di un mondo incantato a cui hanno accesso solo coloro che hanno mantenuto la loro innocenza.
Nei racconti di questa raccolta, tuttavia, al di sotto dell’incanto poetico per lo splendore della natura si avvertono movimenti misteriosi e destabilizzanti, che stridono con l’immagine dell’inoffensivo autore per bambini.
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At the Mountains of Madness

Oggi mi sono imbattuta in questo brano di Graham Plowman ispirato al romanzo Le montagne della follia. Fa parte di un album interamente dedicato alle opere ed alle atmosfere evocative di Lovecraft: The Horror of H. P. Lovecraft [anteprime dei brani si possono ascoltare qui]. Non si tratta della colonna sonora di un film tratto dai racconti Lovecraft, ma di una colonna sonora dei racconti e del suo immaginario.
Lovecraft è una delle mie grandi lacune. Cthulhu, la Miskatonic University, l’orrore cosmico sono tutti entrati nella cultura narrativa condivisa, ma non mi accontento più che rimangano riferimenti intertestuali vaghi. A maggior ragione dopo gli incontri ravvicinati con angoscia privata e collettiva degli ultimi mesi. Ho già molte letture in programma fino all’estate, fra dovere e piacere; ma il momento giusto per Lovecraft arriverà.

50 Libri che hanno influenzato Miyazaki Hayao

Cinquanta libri_9Cercando informazioni su Quando c’era Marnie, ultimo film dello Studio Ghibli (ultimo in ordine di tempo ed ultimo in assoluto, visto che lo Studio ha annunciato che cesserà le attività per qualche tempo), sono venuta a sapere che esiste una lista dei cinquanta libri che hanno maggiormente influenzato la poetica di Miyazaki Hayao, compilata da lui stesso nel 2011 in occasione della personale retrospettiva dedicatagli dal museo della letteratura di Kochi (Giappone). Siccome sono curiosa, e gli articoli in italiano che la riportavano non mi soddisfacevano completamente, ho fatto un po’ di ricerca anch’io.

  1. Il piccolo principe (1943) di Antoine de Saint-Exupéry
  2. Le avventure di Cipollino (1956) di Gianni Rodari
  3. La rosa e l’anello (1854) di William Makepeace Thackeray
  4. *The Little Bookroom (1955) di Eleanor Farjeon
  5. I tre moschettieri (1844) di Alexandre Dumas
  6. Il giardino segreto (1909) di Frances Eliza Hodgson Burnett
  7. *L’anello oppure La saga dei Nibelunghi (1953) di Gustav Schalk
  8. Alice nel Paese delle Meraviglie (1865) di Lewis Carroll
  9. Le avventure di Sherlock Holmes (1891) di Arthur Conan Doyle
  10. *Una fattoria norvegese (A Norwegian Farm, 1933) di Marie Hamsun
  11. Il piccolo cavallo magico (1834) di Pyotr Pavlovich Yershov;  racconto basato sulla fiaba russa Lo zarevič Ivan, la fenice ed il lupo grigio compresa nelle Fiabe russe raccolte da Alexander Afanasyev
  12. Ricordi di un entomologo (1879-1907) di Jean-Henri Casimir Fabre
  13. *Storie fantastiche del Giappone (日本霊異記~遠いむかしのふしぎな話, 1995) di Minakami Tsutomu
  14. La morte di Ivan Ilič (1885) di Lev Tolstoj
  15. L’Aquila della IX Legione (aka La Legione scomparsa, 1954) di Rosemary Sutcliff
  16. Winnie Puh (1926) di Alan Alexaner Milne
  17. *Les Princes du Vent (1956) di Michel-Aimé Baudouy
  18. Quando c’era Marnie (1967) di Joan G. Robinson
  19. *The Long Winter (1940) di Laura Ingalls Wilder
  20. Il vento fra i salici (1908) di Kenneth Grahame
  21. *The Ship That Flew (1939) di Hilda Lewis
  22. *Flambard (1967) di Kathleen Wendy Peyton
  23. Il giardino di mezzanotte (1958) di Philippa Pearce
  24. Le avventure di Tom Sawyer (1876) di Mark Twain
  25. Il ristorante con molte richieste (1924) di Miyazawa Kenji
  26. Heidi (1888) di Johanna Spyri
  27. Ventimila leghe sotto i mari (1870) di Jules Verne
  28. La saga degli Sgraffignoli. Sotto il pavimento (1952) di Mary Norton
  29. Favole (Devatero pohádek, 1931) di Karel Capek
  30. *Swallows and Amazons (1930) di Arthur Ransome
  31. La classe volante (1933) di Erich Kästner
  32. Robinson Crusoe (1719) di Daniel Defoe
  33. L’isola del tesoro (1883) di Robert Louis Stevenson
  34. *I dodici mesi (1943) di Samuil Jakovlevič Maršak
  35. *Tistou dai pollici verdi (Tistou les pouces verts, 1957) de Maurice Druon
  36. *L’uomo che piantava cipolle gallesi (1953) di Kim So-un
  37. I racconti fantastici di Liao (1740) di Pu Songling
  38. Le avventure del Dottor Dolittle (1922) di Hugh John Lofting
  39. Il viaggio in Occidente (aka Lo scimmiotto, XVI sec) di  Wú Chéng-en
  40. Il Piccolo Lord (1886) di Frances Eliza Hodgson Burnett
  41. Fuga al museo (From the Mixed-Up Files of Mrs. Basil E. Frankweiler, 1968) di Elaine Lobl Konigsburg
  42. *I ragazzi del villaggio di Bullerbyn (Alla vi barn i Bullerbyn, 1947) di Astrid Lindgren
  43. Lo Hobbit (1937) di J. R. R. Tolkien
  44. Il mago di Earthsea (1968) di Ursula K. Le Guin
  45. Il cavallino d’argento (1946) di Elizabeth Goudge
  46. *Eravamo in cinque (Bylo nas pet, 1969) di Karel Poláček
  47. *City Neighbor: The Story of Jane Addams (1951) di Clara Ingram Judson
  48. *The Radium Woman (1939) di Eleanor Doorly
  49. *The Otterbury Incident (1948) di Cecil Day-Lewis
  50. Pattini d’argento (1865) di Mary Mapes Dodge

Per i titoli della lista, mi sono rifatta ad un articolo pubblicato da L’Express qui, il quale a sua volta fa riferimento ad un post di Crunchyroll, qui.  I titoli che riporto sono la traduzione, e dove possibile l’edizione italiana; se non sono riuscita a rintracciare l’edizione italiana, ho marcato il titolo con un asterisco ed ho riportato anche il titolo originale (tutti i titoli originali si possono trovare nel post di Crunchyroll). Di alcuni dei libri editi in Italia si sono pressoché perse le tracce. L’anno riportato fra parentesi è quello dell’edizione originale.

Intermezzo

Sono stata piacevolmente meravigliata dalla bellezza epica della colonna sonora di Escaflowne finché non ho scoperto che la compositrice è Kanno Yōko. Be’, ma allora non c’è da sorprendersi.

Torno allo studio per gli esami.

Via da Gormenghast

Via da Gormenghast.jpgEd eccomi infine con il terzo romanzo della trilogia di Gormenghast! Scoprii questi romanzi anni fa grazie alla miniserie prodotta dalla BBC, ma all’epoca in italiano era disponibile solamente il primo, ma non avevo abbastanza fiducia nel mio inglese per avventurarmi a leggere gli altri in originale. Un bel giorno però, mentre gironzolavo nella mia libreria di fiducia specializzata in Adelphi (era un periodo in cui compravo ancora parecchi libri), non solo vidi il secondo volume esposto, ma il libraio mi disse anche che a breve sarebbe stato pubblicato anche il terzo. Così comprai il primo ed il secondo (un salasso °_°’ ) ed attesi l’annuncio dell’uscita del terzo per leggerli tutti e tre, uno all’anno. Nel frattempo le mie possibilità di comprare (e stivare) libri si sono alquanto ridotte, perciò per il terzo volume non mi sono rifornita in libreria. ma in biblioteca. Continua a leggere