Gli elisir del diavolo

Elisir del diavoloQuando Hoffmann pubblicò Gli elisir del diavolo, monaci rinnegati scorrazzavano già nella letteratura gotica europea, turbando le lettrici con i loro desideri illeciti e l’oscuro commercio con il soprannaturale. Erano personaggi oscuri e misteriosi, certo, ma integri. Medardus, il protagonista de Gli elisir, invece perde un pezzo di se stesso ad ogni azione diabolica che compie, e finisce con lo smarrirsi nel labirinto della sua mente.
Per questo l’ho trovato più inquietante di qualsiasi gotico che mi sia capitato in mano: perché non c’è bisogno dell’intervento del soprannaturale per subire una dissociazione, perdere la presa sull’identità della propria mente. Continua a leggere

Annunci

Abbiamo sempre vissuto nel castello

Abbiamo sempre vissuto nel castello_300x190Ho deciso di dedicare tutto il mese di ottobre all’orrore, all’inquietudine, ed al soprannaturale, e non c’è modo migliore di inaugurarlo che parlando di Shirley Jackson. Non so spiegarmi perché per decenni sia a malapena comparsa sui radar italiani. Davvero, non me lo spiego. Forse perché le sue opere – autentica letteratura dell’incubo – sfuggono alle classificazioni, troppo disturbanti per la letteratura cosiddetta seria e troppo raffinate per la narrativa commerciale di genere?
Questo è il caso anche di Abbiamo sempre vissuto nel castello, breve romanzo splendido e inquietante uscito per la prima volta in Italia nel 1990 e di recente riproposto da Adelphi, che sta meritoriamente ripubblicando le opere principali di quest’autrice americana.
Continua a leggere

Ho freddo

Ho freddoPrima di iniziare a parlare di Ho freddo, occorre sgombrare il campo da un equivoco: non si tratta di un libro di vampiri. O meglio: non in senso classico. Niente aglio, niente croci, niente canini acuminati, ma anche niente carnagione che brilla alla luce del sole: niente Lestat e niente clan Cullen. Allo stesso tempo però, pur nella sua assenza, la figura del vampiro riesce a tenere il centro della scena. Si tratta di un’idea, un’ipotesi con la quale prima o poi tutti i personaggi del romanzo devono fare i conti – ciascuno a proprio modo.

Siamo a Rhode Island, nei primi anni dell’Ottocento o negli ultimi del Settecento – non ricordo bene. La storia inizia con l’arrivo nell’operosa e timorata cittadina di Cumberland di una coppia di gemelli provenienti dalla Vecchia Europa: Aline e Valcour de Valmont. Continua a leggere

Nel paese dei ciechi

Nel paese dei ciechi.jpgIn una valle di difficile accesso, chiusa fra le cime andine, gli abitanti iniziano a perdere la vista. Ila cambiamento è tanto graduale da passare inosservato e dopo quindici generazioni di abitudine ed isolamento, nessuno ricorda più cosa sia la vista, né dell’esistenza di un mondo al di là dei costoni rocciosi che cingono la valle. Anche il resto del mondo si è dimenticato di loro, sopravvissuti solo nel favoleggiare su di un misterioso Paese dei Ciechi.
Finché un giorno, a causa di un incidente durante una scalata, un alpinista non precipita nella Valle. Resosi conto di essere l’unico vedente, Nuñez tenta invano di sfruttare la sua facoltà per dominare gli abitanti della valle, sulla scorta del detto secondo cui “fra i ciechi il monocolo è re”.

Continua a leggere

L’estate dei morti viventi

L'estate dei morti viventi.jpgEro piuttosto incuriosita da Lasciami entrare, il film di vampiri vincitore di non so quanti premi che era in programmazione a Milano fino all’altroieri. Pensavo id leggere il romanzo da cui è stato tratto, ma la quarta di copertina non mi ha entusiasmata. Così ho virato sull’altro romanzo di Linqvist tradotto in italiano.

Durante un’afosa giornata di agosto in cui la tensione elettromagnetica fa impazzire gli apparecchi elettrici e provoca un’ondata di emicranie, si verifica l’impossibile: i morti iniziano a risvegliarsi.
Continua a leggere