Io, il divo Nerone

Io il divo Nerone

Dàndolos confeziona un tentativo non disprezzabile di biografia romanzata rendeno lo stesso Nerone la voce narrante che ci addentra nella dimensione della sua carica e delle sue aspirazioni, rivolte unicamente alla gloria artistica e del tutto indifferenti all’ideologia romana ed imperiale.

La chiave per comprendere la figura di Nerone sarebbe dunque questa: si considerava un poeta, aveva a cuore creazione ed interpretazione artistiche, e non aveva alcun interesse a governare.Eh no, caro mio, mi sembra tutto troppo facile. La chiave di lettura del personaggio di Nerone, inscatolato in quell’unica mania ed insofferente del ruolo di imperatore mi sembra semplicistica. O forse era proprio intenzione dell’autore illustrare questo inscatolamento? La compressione di un uomo (in questo caso, di un cretino, perché il Nerone narrante è davvero squinternato) dentro ad un ruolo che non gli appartiene?

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Le Streghe di Smirne

Strege di Smirne

1888. Eftalía emigra dalla Cappadocia a Smirne per sfuggire alla miseria portandosi dietro la figlia Katina e la nipote Annesò.

L’incontro con la misteriosa maga turca Attarte, che prende a benvolere Katina, cambia le loro vite: divenute delle Illuminate, Eftalía e Katina utilizzano ogni sorta di filtro, sortilegio e magia per compiere un’agognata scalata sociale con l’unico mezzo a disposizione delle donne: il matrimonio.

A questo scopo Eftalía e Katina non esitano a manipolare uomini e donne, agettare maledizioni, a ricattare e ad uccidere, in una lotta di magia e strategia senza esclusione di colpi.