L’idrografo

IdrografoRieccomi già sul secondo libro olandese (nonostante il nome dell’autore lasci intendere ascendenze germaniche) che mi è capitato di leggere quest’anno. Benché ambientato nel 1913, si tratta di un romanzo di pochi anni fa. In verità avrei preferito leggere qualcosa dei primi del Novecento prima di passare al contemporaneo, procedendo per saltelli cronologici, ma la difficoltà di trovare alcunché in traduzione italiana mi ha suggerito invece di zigzagare senza altro criterio che il capriccio. Mi prendo così una piccola da vacanza dalla solita puntigliosità.
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Raggiunto dalla notizia che la Posen salperà a breve da Valparaiso, il conte Franz von Karsch-Kurwitz, libero docente di oceanografia presso l’università di Amburgo, decide su due piedi di imbarcarsi approfittando del viaggio per svolgere rilevamenti scientifici inerenti alle sue ricerche sul moto ondoso. Continua a leggere

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Max Havelaar

Max HavelaarEccomi con il primo romanzo di quello che spero sia un ciclo assai nutrito. Tutto è cominciato per colpa di mia madre: mentre era a Milano per qualche suo giro, le è saltato il ticchio di andare ad un evento organizzato dalla casa editrice Iperborea che festeggiava i venticinque anni di attività (maman apprezza molto i romanzi di Arto Paasilinna e Björn Larsson). È tornata a casa con un ricordo gradevole, un po’ di cose da raccontare, e con il catalogo Iperborea che, cosa assai imprudente, mi ha spensieratamente prestato. È stato sfogliandolo che mi sono improvvisamente resa conto di non conoscere pressoché nulla della letteratura neerlandese. Deve pur essercene una, mi sono detta; ma non mi veniva in mente un solo autore. Be’, era il caso di prendere qualche provvedimento!
ConiglioPazzo038

Max Havelaar è un romanzo multiplo, in cui più voci narranti si sviluppano su più piani un’unica storia: quella del colonialismo olandese nelle Indie Orientali (ovvero nell’arcipelago indonesiano). Continua a leggere