Dio, il tempo, gli uomini e gli angeli

Dio, il tempo, gli uomini e gli angeli - www.edizionieo.itMi incuriosiva, e sono sempre piuttosto attratta dalle edizioni e/o che propongono libri di ogni angolo del mondo, tra i quali può capitare di scovare qalche autentico gioiello. Non è il caso di Dio, il tempo, gli uomini e gli angeli, che però è una lettura interessante, specie per un’ignorante completa in materia di Europa orientale come me.

Alfa è il nome simbolico di una piuccola zona della campagna polacca situata «al centro del’universo», delimitata da una strada a nord, da un villaggio a sud e dai fiumi Bianca e Nera ad est ed ovest rispettivamente.
Si combatte la Prima Guerra Mondiale ma Alfa è lontana dal fronte e la vita vi scorre come sempre – o quasi. Genovefa Niebieski ("celeste") rimane da sola a gestire il mulino ed a crescere la figlioletta appena nata, Misia; infine anche il marito Michał ritorna, stanco e lacero, soffocando le fantasie che Genovefa aveva iniziato a nutrire riguardo al giovane Eli. Passano gli anni. Lo stesso giorno in cui Genovefa dà la luce al piccolo Izydor, ritardato che per tutta la vita rimarrà lo scemo del villaggio, alla misteriosa Spigolatrice (una mezza fattucchiera che vive nei boschi di Alfa) nasce Ruta, frutto del suo amore con una pianta di angelica, e Genovefa si convince che i due neonati siano stati scambiati alla nascita con una stregoneria. Come ogni estate il parroco condce la sua bataglia contro le piene della Nera, mentre la vecchia Florentyka grida il suo rancore alla luna, che un plenilunio dopo l’altro le ha portato via i figli. Misia cresce e decide di lasciare gli studi per sposare Paweł Boski ("divino"): è un ragazzone ambizioso che le fa una corte serrata. Michał, disapprovando la scelta della figlia, escogita un espediente per prendere tempo: la costruzione di una casa dove sarebbero andati ad abitare tutti insieme. La costruzione richiede vari anni, ma alla fine la casa è talmente grande e bella che viene requisita dagli occupanti tedeschi e poi russi allo scoppiare della guerra. Genovefa assiste di nascosto ai rastrellamenti degli ebrei dai villaggi; quando crede di scorgere il corpo di Eli tra quelli degli altri fucilati, perde l’uso delle gambe. La fine della guerra viene accolta da tutti con sollievo, ma non significa che siano finite le pribolazioni per Misia o Ruta, entrambe invischiate in matrimoni umilianti; ma mentre Misia continuerà a tirare avanti ogni giorno per crescere i numerosi figli e prendersi cura di Izydor, Ruta sceglierà di fuggire in Brasile. Alla morte di Misia, andati i figli ciascuno per la propria strada, a Paweł non resta che cercare distrazione e stordimento nella televisione, mentre nemmeno la scoperta del quadruplice principio della realtà salva Izydor dalla morte, che lo coglie in un ospizio trascurato da tutti eccetto che la Spigolatrice. Il destino di Alfa è di scomparire dal mondo insieme alla sua memoria presso gli uomini.

A queste si intrecciano ancora altre storie, come quella del castellano Popielski che impazzisce giocando con i destini dei mondi, o quella del fantasma dell’annegato Plusoz che si trasforma in nebbia per assalire i vivi.
L’ambizione dell’autrice di raccontare un mondo in cui ogni cosa è vivente e cosciente non è coronata da successo: la Takarczuck moltiplica a dismisura i punti di vista, ma gli unici ad essere convincenti, godendo tra l’altro di una certa continuità, sono quelli delle persone; le parti narrate dal punto di vista di micelio, frutteto, tigli e compagnia bella sono assai più estemporanee ed anche presuntuose. Piuttosto che un romanzo-mondo, Dio, il tempo, gli uomini e gli angeli si potrebbe considerare un’epopea familiare (dei Nibieski-Boski) "magica" – un po’ come La piccola storia della grande famiglia Ji che ho finito di leggere qualche giorno prima di iniziare questo, e che mi è piacito molto di più.
Però non è neanche da buttare via, come romanzo.

Chiarito che dio ed angeli intervengono ben poco nella vicenda, mi piacerebbe molto conoscere la traduzione esatta del titolo originale polacco.

Autore: Olga TAKARCZUK
Editore: E/o   Anno: 1999 (Edizione originale: 1996)  250 pgg
Titolo originale: Prawiek i inne czasy
Traduttrice: Raffaella Belletti
ISBN: 978-88-7641-387-2