Il rogo nel porto

Il rogo nel portoAnticipando il successo di Necropoli, l’editore Zandonai, piccolo ma molto attento alle voci della narrativa di area slava e non solo, sta pubblicando varie opere di Boris Pahor tra cui questa raccolta di racconti. Mi è piaciuta la veste grafica, con la fotografia del mercato di Trieste degli Anni ’30 che fa da sfondo a svariate delle storie narrate in copertina, nelle trasognate tonalità del blu; ho anche notato quanto sia liscia la carta e gradevole al tatto.

Temo proprio di essere una mezza (mezza? ^^’ ) feticista dei libri…

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Qui è proibito parlare

Qui è proibito parlare.jpgCome molti, presumo, ho fatto la conoscenza del Signor Pahor quando è andato ospite a Che tempo che fa a presentare Necropolis, un memoir sulla sua esperienza di internato. Il libro in particolare non mi interessava granché (no, ancora i lager no! – che poi probabilmente lo leggerò, ma la mia prima reazione è stata proprio questa… potrei chiedermi come sia giunta a questo stato di saturazione, ma per il momento vi risparmio); il Pahor invece mi sconfifferava assai ed ho puntato  Qui è proibito parlare non appena è uscito. Giusto prima delle vacanze ne ho vista una copia nuova di zecca in biblioteca e sono corsa al banco prestiti stringendola in mano.
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