Abbiamo sempre vissuto nel castello

Abbiamo sempre vissuto nel castello_300x190Ho deciso di dedicare tutto il mese di ottobre all’orrore, all’inquietudine, ed al soprannaturale, e non c’è modo migliore di inaugurarlo che parlando di Shirley Jackson. Non so spiegarmi perché per decenni sia a malapena comparsa sui radar italiani. Davvero, non me lo spiego. Forse perché le sue opere – autentica letteratura dell’incubo – sfuggono alle classificazioni, troppo disturbanti per la letteratura cosiddetta seria e troppo raffinate per la narrativa commerciale di genere?
Questo è il caso anche di Abbiamo sempre vissuto nel castello, breve romanzo splendido e inquietante uscito per la prima volta in Italia nel 1990 e di recente riproposto da Adelphi, che sta meritoriamente ripubblicando le opere principali di quest’autrice americana.
Continua a leggere

Annunci

Borne

BornePrendete una città portata al collasso da una catastrofe ecologica. Prendete una giovane donna dal passato nebuloso che vive alla giornata fra le rovine del paesaggio urbano. Prendete un vorace mostriciattolo gelatinoso puccioso più di un Pokémon. Siamo nel regno del bizzarro, e da qui parte Borne per raccontare la storia di un legame madre-figlio tantopiù intenso perché atipico, contronatura, ma forse l’unico possibile in un mondo impazzito.
Continua a leggere

Conan il ragazzo del futuro

conan-il-ragazzo-del-futuroQuella di Conan il ragazzo del futuro è una lettura che desideravo fare da un bel pezzo. Amo molto l’opera di Hayao Miyazaki e ho letto diversi dei libri a cui si è ispirato per i suoi lavori. Inoltre da un po’ di tempo a questa parte mi sono innamorata del mare, dei grandi panorami aperti e azzurri. E in Conan, di mare, ce n’è in abbondanza.
rabbit-emoticon-028

Il romanzo infatti è ambientato in un futuro in cui lo scioglimento delle calotte polari ha provocato l’innalzamento dei mari su tutto il pianeta. Questo sconvolgimento, ribattezzato poi “Cambio”, ha spinto i non numerosi superstiti sulle alture, trasformatesi in isole. Anche Conan è un sopravvissuto: il Cambio l’aveva separato dai suoi cari appena dodicenne, gettandolo su un’isoletta dalla quale non si vedeva anima viva. E su quell’isola era rimasto, imparando a pescare ed a costruirsi ciò di cui aveva bisogno, con la sola compagnia dei gabbiani di Lanna (ci torneremo) e dell’esortazione imperativa a resistere di una voce misteriosa. Continua a leggere

A proposito del rosa | Diana Palmer /4

Ambientazione
Diana Palmer è americana, e i suoi romanzi sono ambientati negli Stati Uniti, di preferenza  in Texas, Wyoming, Montana – stati con grandi pianure -, ma anche, in misura minore, in Georgia, Lousiana e Florida. Quello che hanno tutti in comune è la prevalenza di un ambiente rurale in cui il lato selvaggio della natura è domato dall’uomo. Quindi ranch e centri urbani piccoli, o che comunque sono spiccatamente locali. Ciò che manca interamente è il cosmopolitismo delle coste nordorientale e pacifica.
Quello che trovo molto interessante dei libri della Palmer è proprio la rappresentazione di questo tipo di ambiente. La sfumatura morale di cui lo tinge. Perché per le PF questa dimensione locale è rassicurante, e capace di contenere tutte le loro aspirazioni. Continua a leggere

A proposito del rosa | Diana Palmer /3

Matrice del racconto
Come già la costruzione dei personaggi, anche la struttura della trama dei romanzi di Diana Palmer rispetta uno schema che si ripete senza tante variazioni.
① La PF entra nella vita del PM (variazione: se PF e PM si conoscono già da tempo, la trama parte direttamente dal punto 2).
② Tensione 1: Presenza di un ostacolo che impedisce la formazione di buoni rapporti fra PF e PM. Può trattarsi di un malinteso, di un blocco psicologico, o di un impedimento esterno. Sta di fatto che rende tese le interazioni fra PF e PM.
③ Tensione 2: Intensa attrazione reciproca giocata tutta sul piano fisico (UST). Ciò fa sì che dalla metà circa del romanzo in poi PF e PM finiscano a più riprese avviluppati a fare le cosacce, senza però arrivare al dunque perché mancano le condizioni per costruire una relazione stabile. Continua a leggere

A proposito del rosa | Diana Palmer /2

La protagonista femminile
Anche le protagoniste femminili (PF) si ripetono di romanzo in romanzo, rispondendo ad un modello ben determinato. Sotto molti aspetti sono più slavate della controparte maschile, ma penso che anche i margini di vaghezza siano funzionali a consentire la proiezione delle lettrici nel personaggio; probabilmente una caratterizzazione forte sarebbe d’intralcio.

rosa_dp_vignetta3

Continua a leggere

A proposito del rosa | Diana Palmer /1

Nel febbraio dell’anno scorso lessi alcuni romanzi rosa sparsi. Avevo vagamente intenzione di parlarne qui su Asaki, ma con la ripresa del semestre la pigrizia ebbe la meglio.
Questo mese ne ho letta un’altra manciata (febbraio potrebbe diventare il mese del rosa XD), ed ho messo a fuoco una caratteristica del rosa scritto in serie di cui non mi ero ben resa conto: le differenze fra autrici sono molto più significative di quelle fra i romanzi della medesima autrice. Le autrici tendono a sviluppare uno stile personale distintivo – ovvero ad usare nei romanzi una certa serie di tropi. Anzi, si potrebbe dire che le autrici di successo sono quelle che sono riuscite a trovare la formula vincente – una combinazione di tropi riconoscibile, che diviene il loro marchio di fabbrica. Continua a leggere