La confessione

Maupassant - Racconti del crimineDopo la morte di Monsieur Badon-Leremince, un notabile di provata onestà, la cittadina dove aveva vissuto si strinse in un sentito, partecipato cordoglio. Il figlio e la figlia, legati al padre da un affetto profondo e sincero, duramente colpiti colpiti dalla perdita, dopo la cerimonia funebre si recarono dal notaio per la lettura delle ultime volontà del padre. Insieme al testamento però il padre aveva lasciato una lettera con una confessione.

Quando era andato a Parigi per studiare legge, studente e scapolo, si era preso un’amante con cui era andato a vivere. Era quello un legame che aveva stretto più per insofferenza della solitudine che per altro, e che non significava molto: dopo qualche mese aveva infatti conosciuto una ragazza di buona famiglia di cui si era innamorato e che aveva corteggiato con successo. La vita insomma sembrava sorridergli, finché un giorno la sua amante non gli comunicò di essere incinta.

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La collana – Racconti di vita parigina /1

Racconti di vita parigina - www.einaudi.it

Amo Maupassant alla follia. Ho letto quasi tutto quello che ha scritto (mi manca solo questo libro e poi la mia collezione sarà completa, se qualcuno lo vede in giro o vuole disfarsene per favore mi avverta!) e secondo me è un genio. Così ho pensato bene di raccontare uno dei suoi racconti. Enjoy !

* * *

Mathilde era disperata. Dovevano uscire e non aveva neanche un gioiello. Suo marito era un impiegatucolo, non poteva certo permettersene. D’altronde, era anche la prima volta che uscivano la sera. Così andò da una sua cara amica, Madame Forestier, e si fece prestare una collana di diamanti.
Qella sera trascorse come un sogno, e Mathilde fu ammiratissima. Ma quando furono a casa, si accorse di non avere più la collana al collo.

Guardarono se si fosse impigliata nel vestito di lei od alla giacca di lui, chiesero a vetturini, commessi dell’Opéra ed offrirono persino una ricompensa, ma dopo un mese non avevano ancora notizie. Allora andarono da un gioielliere e ne acquistarono una uguale. Quarantamila franchi.
Il marito di Mathilde era un impiegatucolo, non poteva certo permettersela. Vi spese tutta l’eredità del padre, ma ancora non bastava; chiese prestiti, firmò cambiali, si mise in mano agli strozzini. Dovette cercare un secondo ed un terzo lavoro. Vendettero la loro casa ed andarono a vivere in una soffitta della città bassa. Mathilde licenziò la servitù, dovette imparare a sbrigare da sola tutte le faccende di casa – strofinare i pavimenti, fare il bucato, stirare, rammendare, cucinare e lavare i piatti.

Dopo dieci anni aveva le mani nodose, i capelli bianchi e la schiena le era diventata curva come quella di una vecchia.
Una mattina di dicembre vide nel parco un profilo che le era familiare. Si parò davanti ad una signora seducente avvolta in una pelliccia e le disse:
«Non mi riconoscete?»
Madame Forestier ebbe un tremito di sorpresa e di disgusto.
«Mathilde! Cosa vi è successo?»
«Sono dieci anni che patisco ed è tutta colpa vostra! Vi ricordate quella collana? Ebbene, io l’ho perduta!»
«Non è possibile! Sono certa di averla vista.»
Mathilde fece un lungo sorriso.
«È identica, vero? Ne abbiamo fatta fare una copia uguale. Dieci anni ci abbiamo messo, ma siamo riusciti a pagarla finalmente.»
«Povera cara», fece Madame Forestier porgendole un fazzoletto di batista «quelle della mia collana erano tutte imitazioni. Valevano sì e no quattrocento franchi!»

Autore: Guy DE MAUPASSANT
Editore: Einaudi Anno: 1996 (Edizione originale: 17 febbraio 1888)
Traduttrice: Ornella Gaudenzi
Altri traduttori della raccolta: Viviana Cento, Clara Lusignoli, Gioia Zannino Angiolillo
Titolo originale: Le collier
ISBN:88-06142321