Scream

Sono io a gridare, qua.

(NB Il titolo ammiccante del video è del tutto ingiustificato. Nel caso vi fosse venuto il dubbio.)

Fine Hiatus ^^

Oh, quante novità!
Tanto per cominciare mi sono laureata, ebè, non mi pare una novità da poco.
Quindi lo hiatus finisce qua.
L’altra bella notizia è che sarò presto coinvolta nella redazione dei Quaderni Asiatici, per quanto riguarda la letteratura giapponese.
Sono molto contenta.

Perdonate il momento di autocompiacimento, ma non capita spesso di sentire dire a qualcuno che è molto contento, no?

ファイト オー!

http://www.wishafriend.com/countdown/swf/autumn1big.swf?then_year=2007&then_month=10&then_day=27&eventt=Discussione+della+Tesi+%26+Laurea
Countdown Clocks at WishAFriend.com

… e così sia.

Edit 17 novembre, a 9 giorni e circa 4 ore dal dì fatale:

la tesi non solo non è rilegata né stampata, non è neanche finita! Ma bene… sono una ragazza intrepida, dopotutto ^^

Edit 21 novembre, a 5 giorni e circa 5 ore dal dì fatale:

ho pressoché finito la tesi! Yuhuuuuuu!!
Oddio, mi mancano le considerazioni personali, il che è grave considerando che si tratta di una tesi di filosofia… comunque conto di finirle tra stanotte e domattina, per poi stampare e rilegare la tesi entro venerdì.
Sono un mostro! Bwahahahaha!!

Edit 22 novembre, a 4 giorni e circa 4 ore dal dì fatale:

La tesi è in stampa! Finalmente! Sarà pronta a 25 ore e 15 minuti dalla discussione. Evvai…

hiatus causa tesi di laurea

Vacuo sognare va in hiatus fino al termine del mio lavoro di tesi.
Sto cercando di fare un buon lavoro e non voglio distrazioni.
Non ho molto tempo neanche per leggere e non mi va di scrivere di un libro se non ho molto da dire. Parlo di un libro solo se mi ha colpito, nel bene o nel male, se mi ha suggerito qualcosa a cui non avevo fatto caso in precedenza, se mi ha fatto rivivere un’emozione particolare, se leggendolo mi è sembrato di guardare le cose con un paio di occhiali dalle lenti di un nuovo colore.
Ora come ora però ho così tanti altri pensieri da non essere nelle condizioni di spirito per leggere bene. Perciò forse è meglio non leggere affatto?

Anche per quanto riguarda la tesi, vorrei fare un lavoro decente. Ne avrò ancora per un mesetto almeno, perciò ci risentiremo a fine ottobre.

Grazie per le visite ed i commenti. Mi fanno tutti veramente piacere.

A presto,

Tamakatsura

La filosofia delle università

La filosofia nelle università

Autore: Arthur SCHOPENHAUER

Editore: Studio Tesi   Anno: 1992 (Prima edizione:1851)  104 pgg

Traduttore: Giovanni Papini (traduzione del 1909)

Titolo originale: Über die Universitäts-Philosophie

ISBN: 88-7692-351-9

La filosofia delle università mi fu regalato da una carissima amica poco dopo il nostro ingresso in università, io a Milano e lei a Pisa, entrambe al corso di laurea in filosofia.

Schopenhauer, con il pennino intinto nel veleno come suo solito, descrive il mondo accademico dei suoi tempi ossia tedesco di metà Ottocento. Il suo obiettivo polemico principale è Hegel, che considerava un ciarlatano e per il quale provava un’inveterata avversione. In realtà ad essere sotto accusa è l’intero sistema universitario dell’insegnamento della filosofia; alcune sue critiche sono straordinariamente attuali. Continua a leggere

Il Diavolo veste Prada

Il Diavolo veste Prada

Titolo originale: The Devil wears Prada
Regista: David Frankel
Anno: 2006
Interpreti principali: Meryl Streep, Anne Hathaway, Stanley Tucci

Sono andata a vederlo lo scorso fine settimana e giudicandolo una piacevole commediola non pensavo di scriverne; ma si sa, la vita è imprevedibile.

Il plot è semplice: divenuta quasi per caso assistente di una mefistofelica guru della moda, giovane aspirante giornalista dall’abbigliamento sciatto scende progressivamente a compromessi pur di salire la scala del successo.

Il problema è questo: se in un ambiente ci sono alcune regole non scritte che confliggono con i nostri principî etici e/o deontologici, per emergere a cosa siamo disposti a rinunciare?
Rinunceremo ai principî etici ed accetteremo le regole del gioco? Rinunceremo alle nostre ambizioni pur di salvaguardare i principî? Oppure ci imbarcheremo in un’impari ed improba lotta contro i mulini a vento e cercheremo di salvare capra e cavoli?

Miranda Priestley

È un dilemma che ci coinvolge tutti.
Avendo ricevuto un’educazione che insiste molto sull’onestà come dovere, ma avendo anche una propensione al quieto vivere (eufemismo per pigrizia ;P), mi sono trovata spesso a macerarmi, incerta tra queste possibilità.

Relativamente di recente ho rinunciato a proseguire gli studi e ad ogni prospettiva di carriera accademica, non solo per non rimanere precaria fino ai quaranta (il che è già un notevole disincentivo), ma soprattutto perché non trovo tollerabile lavorare in un ambiente endemicamente corrotto (nel senso più ampio del termine), in cui le malversazioni dilagano e sono assurte a sistema.

Comunque contro ogni tentazione mi sono comparsi tre fantasmi: il Fantasma della Ricerca Futura, il Fantasma della Cattedra Futura ed il Fantasma della Carriera Futura.
Il Fantasma della Ricerca Futura obbedisce a tre semplici comandamenti: “non vedere, non sentire, non parlare”. Si riferisce alle porcate che ha sotto gli occhi e talvolta commette lui stesso con estrema reticenza, come a rimuoverle, cullandosi nell’illusione che il suo lavoro ed i suoi libri lo proteggeranno da ogni schifezza – senza rendersi conto che sarà forse salvo il suo lavoro, ma lui di certo no.
Il Fantasma della Cattedra Futura accetta le regole del gioco e briga in ogni modo per avanzare. Ha assimilato il fatto che “le cose vanno così”: e allora perché mai dovrebbe agire diversamente? È disposto a qualsiasi umiliazione ed anzi, non percepisce più nemmeno di calpestare la propria dignità. “È lo zeitgeist baby, io non c’entro”.
Il Fantasma della Carriera Futura è un più fine politico: non solo conosce, ma comprende le regole del gioco, se appena riesce le manovra e non accetterebbe mai di abbassarsi a delle meschinità; se sa che ci sarà da sporcarsi le mani (e lo sa sempre), manda avanti qualcun altro: rimestare nel torbido (di persona) non gli si confà. Raccoglie i frutti del lavoro altrui e sa che quando ne avrà a sufficienza potrà puntare più in alto (nella fattispecie, entrare in trattativa con un partito). Motto: “Bisogna cambiare tutto perché tutto resti com’è”.

“Diventerai come noi!” mi ha predetto ciascuno di loro. Dopo aver cercato inutilmente di ribellarmi alla loro profezia (vedi mulini a vento), dato che sono codarda la mia parte, ho preferito optare per l’abbandono del campo salva l’integrità (benché il dovere ancora morda).

Miranda e allieva

Perciò, quando Andy compie la stessa scelta e la vita le sorride come e più di prima, non ho potuto fare a meno di sentirmi delusa e un po’ incazzata.
Primo perché avrei voluto vederla cedere e seguire le orme della diabolica Miranda; e poi perché la vita è una cosa complicata e le cose sane sono in genere quelle che costano più sacrifici e danno meno piacere immediato. Se abbandoni l’inferno, in genere non è che ti riconcili col moroso, trovi il lavoro dei tuoi sogni e scopri di aver guadagnato il rispetto di Belzebù; questo ti capita quando ci entri, altrimenti perché mai dovresti farlo? O qualcuno ha mai sentito parlare di una terapia contro il diabete a base di variegato alla crema e fiamme al cioccolato??

 

Emily ad Andy: «Hai venduto l’anima al diavolo quando hai messo il tuo primo paio di Jimmy Choo!»

Andy: «Non avevo scelta.»
Miranda: «C’è sempre una scelta.»