L’assassinio del commendatore /1

Antonietta Pastore parla della poetica di Murakami Haruki, dell’ultimo romanzo L’assassinio del commendatore (Einaudi), e della traduzione dal giapponese.

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1Q84 Libri 1 e 2

1Q84Faticosa come una maratona. La lettura di 1Q84 in originale non è stata particolarmente ostica (a parte il passaggio sull’ombra in Jung, di cui non ho capito niente), ma mi ha obbligata a sviluppare una certa resistenza, se non altro per via delle sue dimensioni: i primi due libri presi insieme contano 1’055 pagine, una mole considerevole anche per un libro in italiano. Ho anche il terzo libro da parte, ma dopo mesi e mesi di prosa murakamiana sento l’esigenza di variare un po’; per qualche mese rimarrà dov’è, ancora avvolto nella carta della libreria.

Tōkyō, 1984: una giovane donna, Aomame, è rimasta imbottigliata nel traffico della tangenziale. Alla radio stanno trasmettendo la Sinfonietta di Janáčeck. Aomame ha un appuntamento al quale non può tardare, perciò smonta dal taxi, costeggia le automobili in fila attirandosi gli sguardi stupefatti dei passeggeri, e torna in centro città scendendo da una scaletta laterale di emergenza. Il tassista le lancia un avvertimento sibillino. Ma Aomame ha fretta; ringrazia e se ne va. Continua a leggere

走ることについて語るとき僕の語ること /1

全力を尽くして取り込んで、それでうまくいきなかったならあきらめもつく。しかしもし中途半端なことをして失敗したら、あとあと悔いが残るだろう。(pag. 50)

«Se profondendo nel tentativo tutte le mie forze non dovessi comunque riuscire, potrei anche decidere di arrendermi. Ma se non ce la facessi avendoci provato solo a metà, in futuro ne proverei rimorso.»

Edit

Altre splendide citazioni da me (per così dire) tradotte qui su anobii. Continuerò ad aggiungerne man mano che andrò avanti con la lettura.

Granchi

Granchi.jpgSono stata gentilmente omaggiata del racconto di Murakami contenuto in questa raccolta da parte di Valentina, che ringrazio moltissimo (a proposito: non ho ancora tentato il salame al cioccolato… mi trovo in una fase di confidenza con la pastafrolla e di conseguente produzione di crostate).

Per tornare al racconto, me lo sono portata appresso per diverse settimane fino a ieri, quando mi sono decisa a leggerlo in pausa pranzo: una scelta appropriata, visto che parla di cibo, ma non proprio felice.

Un uomo ed una donna (senza nome entrambi) stanno trascorrendo qualche giorno di vacanza insieme a Singapore. Trascorrono le giornate ad un ritmo decisamente rilassato: di giorno vanno in spiaggia e la sera escono a cena. Hanno scovato un ottimo ristorantino specializzato in granchi, in una viuzza secondaria, ed i prezzi abbordabili e la freschezza dei prodotti li inducono a concedersi delle scorpacciate ogni sera.

Tutti i figli di Dio danzano

Tutti i figli di dio danzanoRileggendo questi racconti di Murakami mi sono detta: devo assolutamente postare qualcosa! Così mi sono accorta di non aver scritto pressoché nulla su di lui nel blog prima d’ora. Bè, è ora di rimediare.
Tutti i figli di Dio danzano è una raccolta di racconti con un sottofondo in comune, quasi un basso continuo che li accompagna tutti ricomparendo sui giornali, nei notiziari in televisione, nei discorsi e nei pensieri dei vari personaggi: il terremoto di Kōbe del 1995.
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