Kanji e haiku

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Una mattina di agosto ho aperto un libro di kanji ed ho iniziato a studiarli, imparando lettura, ordine dei tratti e parole composte. Carattere dopo carattere, finalmente alla fine di aprile di quest’anno ho completato tutta la jōyō list (1942 caratteri essenziali). Dal primo kanji (一, “uno”) all’ultimo (璽, “sigillo imperiale”) mi ci sono voluti quasi otto anni. Una gran mole di tempo e di energie. Ho provato una certa soddisfazione,  curiosamente scaturita, più che dal traguardo raggiunto, dalle possibilità di lettura che una cassetta degli attrezzi come la jōyō list dischiude. 😊
Una delle prime cose che ho fatto è stata condividere la mia contentezza con un amico e Gran Maestro di Kanji (qui in versione Kaonashi). Ho provato anche a comporre un haiku celebrativo demenziale. Naturalmente il tentativo è stato coronato da spettacolare insuccesso. A questo punto è una sfida: ce la farò a comporre un haiku come si deve?

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Un parere in merito alla pornografia

Festeggiamo il 29 febbraio con una poesia di Wisława Szymborska.

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Non c’è dissolutezza peggiore del pensare.
Questa licenza si moltiplica come gramigna
su un’aiuola per le margheritine.

Nulla è sacro per quelli che pensano.
Chiamare audacemente le cose per nome,
analisi spinte, sintesi impudiche,
caccia selvaggia e sregolata al fatto nudo,
palpeggiamento lascivo di temi scabrosi,
fregola di opinioni – ecco quel che gli piace.

In pieno giorno o a notte fonda
si uniscono in coppie, triangoli e cerchi.
Poco importa il sesso e l’età dei partner.
I loro occhi brillano, gli ardono le guance.
L’amico travia l’amico.
Figlie snaturate corrompono il padre.
Il fratello fa il ruffiano per la sorella minore.

Preferiscono i frutti
dell’albero vietato della conoscenza
alle natiche rosee dei rotocalchi,
a tutta questa pornografia in definitiva ingenua.
I libri che li divertono non sono illustrati.
Il loro unico svago – certe frasi
segnate con l’unghia o la matita.

E’ spaventoso in quali posizioni,
con quale sfrenata semplicità
l’intelletto riesca a fecondare l’intelletto!
Posizioni sconosciute perfino al Kamasutra.

Durante questi convegni solo il tè va in calore.
La gente siede sulle sedie, muove le labbra.
Ognuno accavalla le gambe per conto proprio.
Un piede tocca così il pavimento,
l’altro ciondola libero nell’aria.
Solo ogni tanto qualcuno si alza,
va alla finestra
e attraverso una fessura delle tende
scruta furtivo in strada.

~Buon anno bisestile~

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