Storia vera e terribile tra Sicilia e America

Storia vera e terribileIl 20 luglio 1899 cinque immigrati italiani, tre dei quali fratelli, furono linciati a Tallulah, una sonnolenta cittadina della Louisiana. Dopo un breve scontro a fuoco, i cinque furono malmenati, legati, seviziati ed impiccati dalla folla. E non si è nemmeno trattato di un episodio isolato: solo pochi anni prima la folla, probabilmente incitata dalle autorità cittadine, aveva linciato undici detenuti italo-americani a New Orleans.
Secondo le ricostruzioni dell’epoca, il linciaggio di Tallulah sarebbe stato scatenato dallo sconfinamento di una capra dei fratelli nel terreno di un vicino. Perplesso dalla sproporzione fra offesa e reazione, Deaglio ha indagato sull’episodio; l’ha ricostruito e l’ha inserito nel contesto economico e sociale del delta del Mississippi, traendo conclusioni molto distanti da quelle della stampa dell’epoca. Continua a leggere

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Un viaggio che non promettiamo breve

viaggio che non promettiamoOccorre liberare il campo da un paio di equivoci. Innanzitutto, il librone di Wu Ming 1 non è un libro sulla TAV (ovvero la nuova linea ferroviaria Torino-Lione): non si discute del progetto, delle ragioni del sì e del no, anche se tutte queste cose c’entrano. Il secondo equivoco è che si tratti di una storia del Movimento No TAV: non è così, se alla categoria del saggio storico si associano requisiti di rigore, stretta aderenza ai fatti, e chiarezza espositiva.
Un viaggio che non promettiamo breve è una narrazione del Movimento No TAV valsusino.
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I viaggi di una T-shirt nell’economia globale

Viaggi di una T-shirtChe siate critici della globalizzazione o suoi entusiastici sostenitori, che riteniate che la crescente integrazione economica dell’economia mondiale sia una fucina di opportunità o all’origine di un più intenso sfruttamento dei lavoratori, I viaggi di una T-shirt nell’economia globale non può non catturare il vostro interesse, perché parte precisamente da questa domanda sulla natura e sugli effetti della globalizzazione. In cerca di una risposta, Pietra Rivoli prende un oggetto che fa parte della vita quotidiana di tutti, la t-shirt, e ne ricostruisce l’intero ciclo economico, partendo dalla coltivazione del cotone arrivando fino al mercato dell’usato. La sua ricerca è ricca di sorprese, e la sua conclusione è parimenti interessante: secondo Rivoli, infatti, il mercato sarebbe sopravvalutato tanto dai suoi sostenitori quanto dai suoi detrattori. In che modo? Continua a leggere

La conquista dell’America

todorov-conquista-9788806219482Ho avuto un lungo conto in sospeso con La conquista dell’America di Todorov. Ne avevamo letti dei brani alle superiori, ma ai tempi non avevo capito bene di cosa parlasse. Gettai la spugna, e questo libro è rimasto a lungo un desiderio insoddisfatto. Adesso che ho iniziato ad occuparmi di storia coloniale, però, La conquista dell’America è diventato una lettura necessaria – rivelandosi un libro affatto diverso da come me l’ero immaginato.
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Offspring of Empire

Offspring of empireSono davvero contenta di recensire un libro straordinario non solo per la qualità del suo contributo agli studi di area – talmente brillante da travalicare la storia di Corea e Giappone e giungere ad illuminare di sbieco anche i nodi dello sviluppo industriale e dell’imperialismo europei – ma anche perché costituisce un modello di eleganza formale per la saggistica storica. Di cosa parla Offspring of Empire? Perché quello che dice è importante e ci riguarda da vicino? E come mai lo dice così bene?

Come recita il sottotitolo, l’oggetto del libro sono le origini del capitalismo coreano.  Continua a leggere

La fine del dibattito pubblico

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Non so quanti altri si trovino nella mia condizione, ma non apro quasi più facebook perché non ce la faccio più a leggere quello che scrivono i miei contatti. Ho conoscenti simpatizzanti di destra autoritaria, di sinistra anticapitalista, cattolici tradizionalisti, e pur non condividendo molte delle loro opinioni – anzi, proprio perché non le condivido – sono interessata al loro modo di vedere le cose. Divergenze e convergenze sono rimaste sempre quelle, ma le parole si sono fatte via via più perentorie e oltranziste, il confronto aggressivo e sterile. Discuterne non è servito a niente, così ho deciso di seguire l’esortazione di Virgilio a Dante: Non ragioniam di lor, ma guarda e passa. Perché non ne posso più. Ma non è una soluzione.

Questo tipo di aggressività non si incontra solo nei discorsi che fa la gente: gli stessi toni rimbombano da anni nelle dichiarazioni di molti esponenti politici e negli interventi di non pochi giornalisti. Di recente alcuni commentatori hanno puntato il dito contro i social media, ma Mark Thompson – una carriera dietro le quinte di varie testate giornalistiche – inserisce la sua analisi in una una visuale più ampia e riconduce la crisi di istituzioni politiche, organi di informazione, e sfera pubblica al degrado del discorso pubblico.
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Elizabeth and Essex

Elizabeth and EssexElizabeth and Essex è il secondo libro di Lytton Strachey che ho la fortuna ed il grande piacere di leggere. La scorsa estate mi ero concessa la sua biografia della regina Victoria, che avevo trovato incantevole nonostante lo scadimento nella prosaicità dopo la morte di Albert – ma era dovuto alla clausura della vita di Victoria più che ad un deterioramento della scrittura.

Anche Elizabeth and Essex è una biografia, ma non ripercorre l’intera vita di Elisabetta I (1533-1603); si concentra invece su una singola dimensione: il suo intricato rapporto con gli uomini, ed in particolare con uno dei suoi favoriti: Robert Devereux, Earl of Essex (1565-1601). Continua a leggere