Progetto di legge per vietare alle donne di imparare a leggere

Progetto di legge per vietare alle donne.jpgLa prima volta che ho sentito nominare questo libro è stato su Glob, ma siccome sbadatamente non mi ero appuntata il titolo, è finito nel dimenticatoio per parecchio tempo. Finché, un bel giorno, non lo vedo spuntare da una libreria anobiana che seguo! E’ proprio vero che le vie dei libri sono infinite. O si potrebbe anche dire che non sono poi molte e che ne bazzico un bel numero. Silvain Maréchal ne vide e ne combinò di tutti i colori: giornalista d’assalto durante la Rivoluzione francese, acceso anticlericale, subì diversi procedimenti penali (compresa la carcerazione) per il carattere scandaloso, blasfemo, osceno o tutte e tre le cose insieme delle sue opere. Su posizioni ancora più radicali di quelle dei Montagnardi, partecipò alla stesura del Manifesto della Congiura degli Eguali di Babeuf e Bonarroti (1796). Insomma, un bel tipo.
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Parigi 1789

Parigi 1789«L’allegro arcobaleno di sete che riluceva dalle riviste di moda non aveva già più alcun seguito; si portavano tinte discrete ed incerte, instabili marroncini e verdi diluiti. È l’unico terreno in cui la corte faceva ancora scuola: i colori alla moda erano i capelli della regina, un grigio cenere, il caca Dauphin, il marrone medio delle feci del Delfino, e il color pulce, tra il viola e il bruno, caro al re, e che le riviste specializzate distinguevano in coscia, ventre e dorso di pulce.» (pag. 98)

  A me sembra abbastanza per fare una rivoluzione.

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