Oasis /3

Gita nel viale dei ricordi agli anni Novanta, quando una gruppetto di ragazzi incazzati col mondo avrebbe messo su un gruppo rock e urlato la sua rabbia (o qualsiasi altra cosa) a tempo di musica in un microfono. Oggigiorno magari aprirebbero una pagina facebook e convoglierebbero la loro rabbia lì. Il tempo passa, i tempi cambiano.
Roll with it uscì come singolo dell’album (What’s the Story) Morning Glory? nell’inspiegabilmente ormai lontano 1995.

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A Lucky Day (운수 좋은 날)

A lucky day(운수 좋은 날)Ancora un classico della letteratura coreana in edizione bilingue che ho trovato in biblioteca. La scoperta di questa collana è stata proprio un raro regalo del caso. Devo cercare di leggerne il più possibile fintanto che posso accedere alla biblioteca.
Quello della fortuna, o meglio il destino cinico e baro, è un tema cardine della poetica di Hyŏn Chin-gŏn, autore ventiquattrenne di questo racconto breve di miseria e malasorte.
Per l’occasione ho fatto un esperimento di adattamento fumettoso della storia. ^_^

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Kanji e haiku

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Una mattina di agosto ho aperto un libro di kanji ed ho iniziato a studiarli, imparando lettura, ordine dei tratti e parole composte. Carattere dopo carattere, finalmente alla fine di aprile di quest’anno ho completato tutta la jōyō list (1942 caratteri essenziali). Dal primo kanji (一, “uno”) all’ultimo (璽, “sigillo imperiale”) mi ci sono voluti quasi otto anni. Una gran mole di tempo e di energie. Ho provato una certa soddisfazione,  curiosamente scaturita, più che dal traguardo raggiunto, dalle possibilità di lettura che una cassetta degli attrezzi come la jōyō list dischiude. 😊
Una delle prime cose che ho fatto è stata condividere la mia contentezza con un amico e Gran Maestro di Kanji (qui in versione Kaonashi). Ho provato anche a comporre un haiku celebrativo demenziale. Naturalmente il tentativo è stato coronato da spettacolare insuccesso. A questo punto è una sfida: ce la farò a comporre un haiku come si deve?

Aprile 2017

Libri del mese:
HYŏN Chin’gŏn, A Lucky Day (운수 좋은 날), Asia publishers (Bi-lingual Edition Modern Korean Literature #87)
Inter-University Center for Japanese Language Studies (acd NISHIGUCHI Koichi e KONO Tamaki), Kanji in context [ Workbook Vol. 2 ] ―中・上級学習者のための漢字と語彙, The Japan Times
KIM Namch’ŏn, Barley (맥), Asia publishers (Bi-lingual Edition Modern Korean Literature #104)
Zadie SMITH, Cambiare idea, Minimum Fax

Fumetti del mese:
ZEROCALCARE, Dimentica il mio nome, Bao Publishing » ★★★★☆
TAKEUCHI Naoko, Maria, Kodansha (1 volume) » ★☆☆☆☆
TAKEUCHI Naoko, Prism Time, Kodansha (2 volumi) » ★☆☆☆☆
MOTOMI Kyousuke, QQ Sweeper, Flashbook » ★★★☆☆
YAMAMORI Mika, Tsubaki-chou Lonely Planet, Margaret, Shueisha (voll. 1-6) » ★★★★☆
HIKAWA Kyouko, Chotto Friday, Hana to Yume, Hakusensha (1 volume) » ★★★☆☆
HIKAWA Kyouko, Hoshi no Harmony, Hana to Yume, Hakusensha (1 volume) » ★★★☆☆
HINO Matsuri, Merupuri, Hana to Yume, Hakusensha (4 volumi) » ★★☆☆☆
TAMURA Yumi, Basara, Flower Comics, Shōgakkan (voll. 2/27) » ★★★☆☆

Musica del mese:
Angelo Branduardi ❤
Madonna, You’ll see
Sigle e OST di Sailor Moon
Kraftwerk, Trans-Europe Express

Film del mese:
KIM Hyun-seok, Cyrano Agency (시라노; 연애조작단; Sirano; yeonae jojakdan; Corea del Sud, 2010)² (Non è che sia la fine del mondo come film, ho dovuto rivederlo per l’università.)
CHOI Dong-hoon, Assassination (암살; Amsal; Corea del Sud, 2015)

TV del mese:
Gazebo (Rai3)
Have I got news for you (BBC One)
Real Time with Bill Mayer (HBO)
Last Week Tonight with John Oliver (HBO)
Late Night with Seth Meyers (NBC)
The Late Show with Stephen Colbert (CBS)
The Plantagenets (3 episodi; UK, BBC Two, 2014)

Il viaggiatore dell’Arkansas

The Arkansas Traveler 🎻 2nd South Carolina String Band

Un altro brano che compare ne La piccola casa nei grandi boschi di Laura Ingalls Wilder. Questa volta si tratta di un pezzo suonato da Pa durante un ballo a casa dei nonni, sul quale Nonna e zio George si sfidano all’ultimo passo di danza.
Un altro angolo d’Irlanda incuneato nei boschi del Wisconsin.

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Lecturer Kim and Professor T

Lecurer Kim and Professor T

Un altro classico coreano moderno di cui ho sentito tanto parlare e che é stato pubblicato con il testo a fronte da Asia Publishers. Ne sto leggendo diversi in questo periodo, perché mi interessano e sono perlopiù brevi, quindi comodi da portare in giro e gratificanti da finire in questo periodo di lavoro molto intenso.

Il lettore Kim ed il professor K è ancora un’altra storia scritta e ambientata nella Corea della colonizzazione sotto l’impero giapponese.
Seoul, metà Anni Trenta. Al termine di un percorso accademico brillante, Kim viene assunto come lettore di tedesco presso un college prestigioso. Si tratta del primo ed unico coreano di un corpo docente composto esclusivamente da giapponesi, e sin dal suo arrivo è un osservato speciale. Gli studenti (giapponesi e coreani) imparano ben presto a rispettare la sua conoscenza della materia; i superiori osservano da presso il suo comportamento, per sincerarsi che non alimenti sentimenti anticoloniali; i colleghi invece perlopiù lo ignorano, non sapendo bene come trattarlo. Solo uno fra loro lo avvicina e gli presta una qualche attenzione: il professor T.
T è un tipo con le mani in pasta: annusa nell’aria chi farà carriera, conosce le ruote da ungere, cerca di crearsi un suo giro. T e Kim sono come la notte e il giorno dell’universo scolastico, e capiscono ben presto di trovarsi su campi opposti. Il professor T cercherà in tutti i modi di farlo cacciare, ed il lettore di tedesco Kim farà del suo meglio per resistere.

Il lettore Kim ed il professor K può essere visto come una storia di maneggi, di incapacità degli insegnanti di incarnare la loro professione di educatori per dedicarsi invece a giochi di potere ed intrallazzi vari (mi viene in mente Bocchan di Natsume Sōseki). Ma non è questo il punto; Kim e T non giocano ad armi pari, questo è il punto.
Lo scontro fra i due avviene su un campo per nulla neutrale: siamo nella Corea coloniale, le istituzioni scolastiche sono gestite da giapponesi per studenti giapponesi e per un numero di stretto di coreani con i mezzi o i meriti per accedervi. Essere coreani è motivo sufficiente di sospetto, e la nomina di un coreano nel corpo docente è vista quasi come una mossa ardita.

Il punto è proprio che a determinare l’opinione che dirigenti e colleghi si fanno del lettore Kim non sono tanto le sue capacità didattiche, quanto la sua origine. E questo avviene in un ambiente in cui si dà talmente per scontato che essere coreano sia una patente di inferiorità, di minore civiltà rispetto all’essere giapponese, che persino fra gli insegnanti girano storielle e battute razziste.

«”Ho scoperto perché le coreane hanno la pelle così morbida e liscia: la sera prima di andare a dormire si lavano la faccia con l’urina. Devo provare a farlo fare anche a mia moglie, aha ha ha”
Contagiati dalla risata fragorosa del Professor T, anche gli altri docenti fecero qualche risatina. A Kim invece prudevano le mani. Moriva dalla voglia di prendere il Professor T a ceffoni, ma  non poteva fare o dire niente. Niente a parte un debole “Dove l’ha sentito dire? Non ho mai sentito parlare di un’usanza simile.”
Il Professor T e gli altri docenti si voltarono a guardarlo come se lo vedessero per la prima volta. L’aria nella sala professori divenne gelida in un istante.» (p. 79/93)

Un sistema coloniale si basa su due assunti: che ci siano sistemi sociali intrinsecamente superiori, e che questi abbiano il diritto (se non il dovere) di assimilare gli altri.

Yu era un modernizzatore e credeva nella necessità per la Corea di “civilizzarsi” adottando saperi ed istituzioni occidentali moderni, magari seguendo l’esempio del Giappone nella loro appropriazione limitando la perdita di identità. Tuttavia la sua esperienza di coreano “modernizzato” con successo gli aveva mostrato i meccanismi perversi che si venivano a creare in ambito coloniale fra colonizzatori e colonizzati.

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Dal lato dei colonizzatori, l’asimmetria strutturale nelle relazioni con i colonizzati li rendeva riluttanti a riconoscere la parità dell’altro. In altre parole, se essere giapponesi assegnava loro una sorta di superiorità nei confronti dei coreani, col cavolo che vi avrebbero rinunciato, a prescindere dalle qualità della persona che si trovavano davanti. Anzi, benvenuti stereotipi e pregiudizi sui coreani, se andavano a costuire una barriera difensiva del loro prestigio sociale di giapponesi, visto che la loro identità era basata sulla discriminazione.
Ne Il lettore Kim e il professor T, gli insegnanti non sanno per che verso pendere Kim, elemento di perturbazione della loro aula docenti in precedenza popolata di soli giapponesi. Perlopiù lo schivano, operano la rimozione di qualcosa che li mette a disagio: un coreano loro pari. Il più intraprendente fra loro, il professor T, addirittura si attiva per liberarsene.

Dal lato dei colonizzati, il sistema faceva sì che il colonizzato avesse sempre qualcosa da dimostrare. Per questo, quando la necessità di adeguarsi al modello di comportamento del colonizzatore veniva interiorizzata, il colonizzato finiva per perdere se stesso nel tentativo continuo di aderire alle richieste del colonizzatore.
La colonizzazione raccontata da Yu è un processo alienante. Kim e gli altri coreani che cercano di emanciparsi sono costretti ad un esercizio di contorsionismo sociale nel quale rischiano di smarrirsi, come individui (e come gruppo aggiungo io).

«Fra tutti, gli intellettuali erano obbligati ad avere non due o tre, ma otto o nove personalità. L’importante era che, nel loro intimo, sapessero quale fra le tante fosse quella autentica. Alcuni avevano avuto l’accortezza di capirlo, e cambiavano personalità a seconda delle circostanze. Altri invece rimanevano incantati dal gioco delle molte maschere, e finivano per non riuscire più a riconoscere quella vera.» (p. 23/24)

Abbiamo un gruppo dominante (i giapponesi), abbiamo un gruppo dominato (i coreani), ed abbiamo istituzioni preposte ad integrare i secondi fra i primi. Yu mostra come in realtà quelle medesime istituzioni riproducano l’asimmetria fra i due gruppi. Per questo imho Il lettore Kim ed il professor T è un apologo affascinante sul tema dell’integrazione.
Le differenze con l’oggi sono molte, ma non così tante da non riconoscere la spirale perversa che può essere innescata dalla creazione di un gruppo sociale connotato come intrinsecamente inferiore.

Autore: YU Chin-o (hangŭl: 유진오; hanja: 兪鎭午)
Editore: Asia Publishers   Anno: 2015 (Edizione originale: 1935)   124 pagg.
Collana: Bi-lingual Edition Modern Korean Literature #092
Titolo originale: Kim kangsawa T kyosu (hangŭl: 김강사와 T교수)
Traduzione del titolo: Il lettore Kim ed il professor T
Traduttore: Sohn Suk-joo
ISBN: 979-11-5662-069-3