Misura per misura

Misura per misura_166x250«Gli sarà fatto com’egli ha fatto: frattura per frattura, occhio per occhio, dente per dente». (Levitico, 24, 19-20)
Pochi frammenti esprimono un’idea della giustizia come retribuzione implacabile con la sintesi e l’immediatezza di questo passaggio tratto dall’Antico Testamento. (Per l’edificazione di chi legge, l’episodio si conclude con la lapidazione di un blasfemo, in obbedienza alla prescrizione divina.)
Ma non si tratta dell’unica concezione di giustizia appartenente alla tradizione occidentale; ce n’è una di segno diametralmente opposto, basata sulla clemenza ed il recupero del reo, e la si può trovare nel Nuovo Testamento:
«Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto». (Luca, 19, 8-10)
Anche l’ultimo dei peccatori, anzi, soprattutto l’ultimo dei peccatori, può ravvedersi e sperare in una seconda opportunità.
Cos’è quindi la giustizia? È più giusta la punizione della colpa, o la possibilità di riscatto? È questa la domanda intorno alla quale Shakespeare costruisce Misura per misura – una domanda che non consente di cavarsela con una risposta semplicistica.
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L’assassinio del commendatore /1

Antonietta Pastore parla della poetica di Murakami Haruki, dell’ultimo romanzo L’assassinio del commendatore (Einaudi), e della traduzione dal giapponese.

Fidanzati dell’inverno

Fidanzati dell'invernoEro in libreria per una commissione, qualche mese fa, quando Fidanzati dell’inverno, con la sua maglifica copertina illustrata azzurra, ha attirato la mia attenzione. Me ne sono incapricciata ancora prima di scoprire che si stava trasformando in un piccolo caso letterario: uno young adult francese con l’ambizione di iniettare nuova linfa creativa e dignità letteraria in un genere che stava correndo il rischio di appiattirsi sul successo commerciale di alcune serie di romanzi, ormai diventati formule.
Quando finalmente l’ho avuto fra le mani, però, sono rimasta piuttosto delusa: dalla trama incerta ai personaggi indefiniti, Fidanzati dell’inverno non riesce a mantenere le sue molte promesse.
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Ottobre 2018

Libri del mese:
Christelle DABOS, Fidanzati dell’inverno, Edizioni e/o
Stefano CALABRESE, Anatomia del best seller. Come sono fatti i romanzi di successo, Laterza
Stefan ZWEIG, Magellano, Rizzoli
MURATA Sayaka, La ragazza del convenience store, Edizioni e/o
Benedetta CRAVERI, Maria Antonietta e lo scandalo della collana, Adelphi

Libri comprati:
UEDA Akinari Racconti di pioggia e di luna, Marsilio
MURAKAMI Haruki, L’assassinio del commendatore. Idee che affiorano, Einaudi

Musica del mese:
Anùna, Gaudete
Franz Schubert, Auf dem Wasser zu singen
Marin Marais, Sonnerie de St. Genevieve du Mont de Paris
Mozart, Martern aller Arten
Max Bruch, Concerto per violino n.1
Oasis, Heathen Chemistry

Film del mese:
HOSODA Mamoru, Mirai (未来のミライ, Giappone, 2018)

La vespa che fece il lavaggio del cervello al bruco

Vespa che fece il lavaggio del cervello al brucoNon deve stupire che chiuda questo mese dedicato all’orrore con un libro di divulgazione scientifica – nemmeno un libro ironico e scanzonato quanto La vespa che fece il lavaggio del cervello al bruco.
Matt Simon è un giornalista scientifico americano e da anni tiene una rubrica fissa su Wired in cui, con il piglio divertito e complice dello scienziato innamorato della propria materia, parla della creature assurde che si trovano in natura. Anche leggendo il libro ce lo si figura così, che si stappa una birra a fine giornata e, una luce eccitata negli occhi, inizia a raccontarti la sua ultima scoperta esordendo con “Non ci crederai mai, ma…”.

E ti racconta una cosa pazzesca, che ha dell’incredibile. In un primo momento si è contagiati dalla meraviglia, ma ripensandoci, il meraviglioso si vena di inquietudine: perché quello che sta raccontando è un mondo in cui la vita è una perpetua lotta che non ha nulla di romantico, e la volontà nient’altro che un equilibrio chimico dell’organismo.
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Una strega in paradiso

Una strega in paradiso_1958-locandina-214x300Quest’anno ho trascorso buona parte dell’estate a Milano, ed ho approfittato della programmazione mai scontata della Cineteca Spazio Oberdan (in particolare delle rassegne dedicate a James Stewart e John Huston) per scoprire, o riscoprire, qualche vecchio classico. Solitamente la cosa funzionava così: davo un’occhiata alla trama sul programma, con qualche perplessità entravo in sala, ed uscivo dalla proiezione deliziata.
È stato così anche per Una strega in paradiso: sono andata al cinema chiedendomi se fosse proprio necessaria l’ennesima commedia romantica con elementi soprannaturali, nonostante il cast da urlo, e sono uscita contenta di aver acchiappato al volo l’occasione più unica che rara di una proiezione.
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