Misura per misura

Misura per misura_166x250«Gli sarà fatto com’egli ha fatto: frattura per frattura, occhio per occhio, dente per dente». (Levitico, 24, 19-20)
Pochi frammenti esprimono un’idea della giustizia come retribuzione implacabile con la sintesi e l’immediatezza di questo passaggio tratto dall’Antico Testamento. (Per l’edificazione di chi legge, l’episodio si conclude con la lapidazione di un blasfemo, in obbedienza alla prescrizione divina.)
Ma non si tratta dell’unica concezione di giustizia appartenente alla tradizione occidentale; ce n’è una di segno diametralmente opposto, basata sulla clemenza ed il recupero del reo, e la si può trovare nel Nuovo Testamento:
«Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto». (Luca, 19, 8-10)
Anche l’ultimo dei peccatori, anzi, soprattutto l’ultimo dei peccatori, può ravvedersi e sperare in una seconda opportunità.
Cos’è quindi la giustizia? È più giusta la punizione della colpa, o la possibilità di riscatto? È questa la domanda intorno alla quale Shakespeare costruisce Misura per misura – una domanda che non consente di cavarsela con una risposta semplicistica.
Continua a leggere

Annunci

JohnLock? La relazione fra Sherlock Holmes e John Watson nei racconti di Arthur Conan Doyle

Sherlock Holmes_RaccontiForse gli autori della serie non potevano immaginarlo, o forse sotto sotto ci speravano, ma la messa in onda di Sherlock (BBC, 2010-2017) ha dato la stura ad una ricchissima produzione di fanfiction e fanart che sviluppavano il rapporto fra Sherlock Holmes e John Watson in chiave romantica. In alcuni rami del fandom si è persino creata l’aspettativa che gli sviluppi omoerotici della partnership fra Holmes e Watson sarebbero stati incorporati nella serie stessa. Non solo, ma secondo sostenitrici e sostenitori della TJLC (The JohnLock Conspiracy), la natura omoerotica della relazione di Holmes e Watson sarebbe stata implicita sin nei racconti e nei romanzi di Arthur Conan Doyle. Ma sarà stato davvero così?
Continua a leggere

Elogio della fermezza. In difesa di Fanny Price

Fanny Price, la protagonista di Mansfield Park, è fra le eroine austeniane meno amate. I lettori la accusano soprattutto di essere passiva, di non avere una volontà propria, e di non farsi carico dei propri desideri non facendo niente per realizzarli; in breve, di non meritare un lieto fine.

Mansfield park_snip4Mansfield park_snip3

Rileggendo il romanzo, però, quella che ho scoperto è stata una Fanny diversa: timida ed introversa, certo, ma anche tenace; un personaggio complesso, che non rinuncia alla propria autonomia di pensiero anche quanto tutto e tutti la spingono in un’altra direzione.
Continua a leggere

Evelina /3

Educazione e moralità
Evelina è stato associato al genere letterario della Commedy of manners. In effetti si tratta di una messinscena di personaggi ricorrenti nel teatro e nella narrativa del tempo: il fop (Sir Lovel), il rake (Sir Willoughby), la dama attempata che vuole apparire più giovane (Madame Duval, protagonista di un memorabile ballo in cui prende il posto di Evelina). La Burney però si spinge oltre il teatrino di maschere: effettua una intenta riflessione sulla differenza fra rispetto formale dell’etichetta ed autentica nobiltà d’animo. Continua a leggere

Evelina /2

Evelina è un romanzo ricchissimo di spunti. Davvero, ricchissimo. Basta iniziare a tirare e ne vengono fuori a bizzeffe, come i fazzoletti annodati dal cappello di un prestigiatore. In parte ciò è dovuto al fatto che sotto il profilo della forma romanzo, Evelina è ancora un po’ primitivo. Per dire, la Austen, che era una lettrice appassionata della Burney, stava già su un altro pianeta, letterariamente parlando.

Identità incertaEvelina_Joshua Reynolds_Sara Campbell
Evelina è la figlia naturale di un aristocratico, e questa condizione, benché accuratamente mantenuta segreta, le causa un mare di problemi. Il primo e principale è che non consente di definire la sua posizione sociale. Il riconoscimento ufficiale da parte del padre le consentirebbe di fare parte a pieno titolo dell’alta società, ma in assenza del riconoscimento paterno Evelina rimane in una sorta di limbo. Continua a leggere

Evelina /1

EvelinaFino a qualche giorno fa non conoscevo né Evelina né Frances Burney. Proprio mai sentite nominare. Poi sono comparse in un documentario che parlava del romanzo romantico inglese come precursore del grande romanzo dell’Ottocento. La curiosità ha avuto la meglio (come sempre, del resto), e del resto una biblioteca ben fornita le ha fatto da sponda.

Evelina, la protagonista del romanzo, è una giovane di grande bellezza, beneducata e di buon cuore, ma di origini oscure. Continua a leggere

Il condominio

Il condominioHo iniziato a leggere Il condominio incuriosita da un autore che non avevo mai incontrato prima, dalla trama che prometteva una distopia di carattere sociologico, e dalla copertina con la Città nuova di Sant’Elia, la quale, insomma, prometteva bene. Dopo la prima ventina di pagine però ho perduto lo slancio e solo il ritorno a Seoul ed un pomeriggio a -14° che dissuadeva da qualsiasi progetto di uscita mi hanno spinta a terminare la lettura. Ora mi trovo nella situazione di scrivere qualcosa in proposito, il che è non poco imbarazzante.

Il condominio del titolo è un complesso di 4 edifici di 40 piani collegati fra loro, che ospitano mille appartamenti oltre ad una serie di serivzi fra cui ristorante, supermercato, piscina e scuola materna. L’architetto progettista del condominio, Anthony Royal, si era premurato che la distribuzione degli appartamenti ai condomini seguisse criteri gerarchici: ai comuni lavoratori i piani bassi, ai colletti bianchi i piani intermedi, a personaggi facoltosi e/o in vista i piani alti, riservando infine per se stesso l’attico all’ultimo piano. Continua a leggere