Blur /1

Visto che sono entrata in una fase di ritorno al britpop – nostalgia canaglia – mi pare equo postare anche una canzone dei Blur. Perché adoravo gli Oasis, ma amavo pure i Blur.
Far Out ha avuto un destino particolare, perché non è mai uscita come singolo ma è stata rimaneggiata almeno due volte. La mia versione preferita è la prima, contenuta nell’album Parklife del 1994, cantata da Alex James invece che da Damon Albarn.

Oasis /3

Gita nel viale dei ricordi agli anni Novanta, quando una gruppetto di ragazzi incazzati col mondo avrebbe messo su un gruppo rock e urlato la sua rabbia (o qualsiasi altra cosa) a tempo di musica in un microfono. Oggigiorno magari aprirebbero una pagina facebook e convoglierebbero la loro rabbia lì. Il tempo passa, i tempi cambiano.
Roll with it uscì come singolo dell’album (What’s the Story) Morning Glory? nell’inspiegabilmente ormai lontano 1995.

At the Mountains of Madness

Oggi mi sono imbattuta in questo brano di Graham Plowman ispirato al romanzo Le montagne della follia. Fa parte di un album interamente dedicato alle opere ed alle atmosfere evocative di Lovecraft: The Horror of H. P. Lovecraft [anteprime dei brani si possono ascoltare qui]. Non si tratta della colonna sonora di un film tratto dai racconti Lovecraft, ma di una colonna sonora dei racconti e del suo immaginario.
Lovecraft è una delle mie grandi lacune. Cthulhu, la Miskatonic University, l’orrore cosmico sono tutti entrati nella cultura narrativa condivisa, ma non mi accontento più che rimangano riferimenti intertestuali vaghi. A maggior ragione dopo gli incontri ravvicinati con angoscia privata e collettiva degli ultimi mesi. Ho già molte letture in programma fino all’estate, fra dovere e piacere; ma il momento giusto per Lovecraft arriverà.

D’espairs Ray

Ieri sera sono andata con delle amiche al concerto dei D’espairs Ray, un gruppo Visual kei giapponese, che a dire il vero avevo a malapena sentito nominare – ma noi dovevamo esserci, in difesa della Causa.
Quando siamo arrivate al Live Café, siamo rimaste colpite dal pubblico… diciamo… gotico-lolitesco – e molto affezionato, come abbiamo presto scoperto, dato che sapevano tutti i testi di tutte le canzoni! In giapponese! Sono rimasta a dir poco di stucco!

 D'espairs Ray

Il concerto è stato carino, anche se mi facevano un pochino pena i quattro sul palco, che in patria richiamano le folle oceaniche mentre qui non sono riusciti a riempire un locale di Trezzo d’Adda 😛
Senza contare che tra tutti e quattro sembravano appena scesi dal lettino del medico legale (come del resto buona parte del pubblico).

Dopo il concerto non sono mancate scene di isterismo, in genere esilaranti ("Mi ha guardato! Mi ha toccato la mano! Mi ha sputato addosso!") che confermano la mia tesi sui concerti (a maggior ragione se rock): sono eventi tribali!
Comunque mi sono divertita un sacco, ed è questo che conta.

Adesso voglio Gackt ed i L’Arc en Ciel! Forza e coraggio tour manager del Sol levante!!

Per saperne di più sui D’espairs Ray
http://japanmusic.altervista.org/despairsray/

Per ascoltare la musica dei D’espairs Ray
http://www.myspace.com/despairsrayband
(a ma piace "Abel to Cain")