La fine del dibattito pubblico

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Non so quanti altri si trovino nella mia condizione, ma non apro quasi più facebook perché non ce la faccio più a leggere quello che scrivono i miei contatti. Ho conoscenti simpatizzanti di destra autoritaria, di sinistra anticapitalista, cattolici tradizionalisti, e pur non condividendo molte delle loro opinioni – anzi, proprio perché non le condivido – sono interessata al loro modo di vedere le cose. Divergenze e convergenze sono rimaste sempre quelle, ma le parole si sono fatte via via più perentorie e oltranziste, il confronto aggressivo e sterile. Discuterne non è servito a niente, così ho deciso di seguire l’esortazione di Virgilio a Dante: Non ragioniam di lor, ma guarda e passa. Perché non ne posso più. Ma non è una soluzione.

Questo tipo di aggressività non si incontra solo nei discorsi che fa la gente: gli stessi toni rimbombano da anni nelle dichiarazioni di molti esponenti politici e negli interventi di non pochi giornalisti. Di recente alcuni commentatori hanno puntato il dito contro i social media, ma Mark Thompson – una carriera dietro le quinte di varie testate giornalistiche – inserisce la sua analisi in una una visuale più ampia e riconduce la crisi di istituzioni politiche, organi di informazione, e sfera pubblica al degrado del discorso pubblico.
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Gennaio 2018

Libri del mese:
Jane AUSTEN, Mansfield Park, Einaudi
Virginia WOOLF, Jane Austen, Elliot
Luigi GARLASCHELLI e Alessandra CARRER, Scienziati pazzi. Quando la ricerca sconfina nella follia, Carocci

Libri comprati/ricevuti:
Ursula K. LE GUIN, La leggenda di Earthsea, Nord ❤
Luigi GARLASCHELLI e Alessandra CARRER, Scienziati pazzi. Quando la ricerca sconfina nella follia, Carocci

Musica del mese:
Ludwig van Beethoven, Sinfonia n. 7
Fabrizio De André, Dolcenera

Film del mese:
Clint Eastwood, Flags of our Fathers (Stati Uniti, 2006)
Clint Eastwood, Lettere da Iwo Jima (Letters from Iwo JIma; Stati Uniti, 2006)
Naomi Kawase, Le ricette della signora Toku (An; Giappone, 2015)
Steven Spielberg, Indiana Jones e i Predatori dell’Arca Perduta (Indiana Jones and the Raiders of the Lost Arc; Stati Uniti, 1981)
Alfred Hitchcock, Caccia al ladro (To Catch A Thief; Stati Uniti, 1954)

Radio del mese:
In Our Time (BBC Four)

Elogio della fermezza. In difesa di Fanny Price

Fanny Price, la protagonista di Mansfield Park, è fra le eroine austeniane meno amate. I lettori la accusano soprattutto di essere passiva, di non avere una volontà propria, e di non farsi carico dei propri desideri non facendo niente per realizzarli; in breve, di non meritare un lieto fine.

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Rileggendo il romanzo, però, quella che ho scoperto è stata una Fanny diversa: timida ed introversa, certo, ma anche tenace; un personaggio complesso, che non rinuncia alla propria autonomia di pensiero anche quanto tutto e tutti la spingono in un’altra direzione.
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Duemilaediciassette

Finalmente saluto un anno nel quale le letture sono state fagocitate dal lavoro di tesi. Secondo la contabilità di Goodreads, nel 2017 avrei letto 59 libri per un totale di 13’603 pagine – ma nel calcolo manca la tonnellata e mezzo di rosa scadenti che ho macinato fra febbraio e maggio, perciò dovrei aver superato il traguardo del 2016 di 64 libri x 19’104 pagine.
Ma i numeri non dicono tutto, e le letture di quest’anno che non sono state dettate da ragioni accademiche o dalla scarsa propensione all’impegno, sono state perlopiù disordinate. Ma mi hanno regalato alcune sorprese.

Narrativa

Ursula LE GUIN, La spiaggia più lontana, Le tombe di Atuan, L’isola del drago, Il mago (Nord)
Non conoscevo il mondo narrativo della Le Guin, ma il respiro delle sue storie, delle immagini che sceglie (rese splendidamente in italiano da Roberta Rambelli) mi hanno rivelato un fantasy affascinante, dalla profondità sobria e complessa, lontano dal manicheismo che ammorba il genere.
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Dicembre 2017

Libri del mese:
Ursula K. LE GUIN, L’isola del drago, Nord (1972)

Film del mese:
Cristopher Nolan, Dunkirk (Stati Uniti, 2017)
Hyun-sung Moon, The King’s Case Note (Imgŭmnimŭi sagŏnsuchŏb; Corea del Sud, 2017)
Rian Johnson, Star Wars: Gli Ultimi Jedi (Star Wars: The Last Jedi; Stati Uniti, 2017)

TV del mese:
A History of Horror with Mark Gatiss (BBC, 2010)
Have I Got News For You (BBC1)

Novembre 2017

Libri del mese:
Franco MORETTI, Graphs, Maps, Trees: Abstract Models for a Literary History, Verso (2005) >> In italiano è stato pubblicato da Einaudi con il titolo La letteratura vista da lontano. Morale della favola: sempre verificare se ci sia l’edizione italiana.
Frederick R. DICKINSON, War and National Reinvention. Japan in the Great War, 1914-1919, Harvard University Asia Center (1999)
Betty NEELS, Saturday’s Child, Harlequin (1972)

Libri comprati/ricevuti:
SAKAI Shizu, Byō ga kataru Nihonshi, Koudansha Gakujutsu Bunko (2002) << 酒井シヅ『病が語る日本史』講談社学術文庫
YOSHIYA Nobuko, Hana Monogatari, Kawade Bunko << 吉屋信子『花物語』河出文庫
YOSHINO Sakumi, Shōnen wa Kōya wo Mezasu, Shūeisha (1985-1987) << 吉野朔美『少年は荒野をめざす』集英社

Fumetti del mese:
ITŌ Junji, Hellstar Remina (地獄星レミナ) Shogakukan (1 vol)» ★★★★☆

Musica del mese:
Led Zeppelin
Arctic Monkeys, Reviewing Beneath the Boardwalk
Arctic Monkeys, AM
Edoardo Bennato, Burattino senza fili
Edoardo Bennato, Sono solo canzonette
Mötley Crüe
Laputa – Castello nel cielo OST

Film del mese:
Sidney Lumet, Assassinio sull’Orient Express (Murder on the Orient Express; Stati Uniti, 1974)
Hugh Wilson, Il club delle prime mogli (The First Wives Club; Stati Uniti, 1996)

Somewhere only we know

Forse è perché vivo da anni lontana dall’Italia, afflitta dalla nostalgia di casa e allo stesso tempo impaziente di ripartire in cerca di nuovi lidi. Forse è perché l’inquietudine mi dice di rallentare, e allo stesso tempo di andare più veloce, di non lasciarmi acchiappare. Come che sia, questa canzone dei Keane mi ha commossa terribilmente.
Non posso fare a meno di ammirare la composizione del testo, in particolare l’uso delle immagini, che vibrano di emozioni, ma lasciano molto spazio alla soggettività di chi ascolta. Molte canzoni raccontano una storia intrecciandola ad un percorso emotivo definito; questa invece sembra un racconto di Buzzati: ci sono personaggi e succedono cose, ma è tutto diafano e sono i lettori a dover compensare.
Così, fra un capitolo di tesi e l’altro, mi sono presa la libertà di tradurla (in maniera discutibile: ci sono passaggi aperti a diverse interpretazioni, ed io ci ho messo quello che ci ho sentito io in questo momento).

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